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Mediobanca — analisi del ottobre 2008

Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi delle prospettive future di uno della principale banca d'affari italiana

Profilo societario

Mediobanca è un istituto bancario italiano nato come banca d'investimento. Oggi opera attraverso tre principali divisioni: corporate e investment banking, servizi di credito al consumo e gestione patrimoniale. In passato, l'istituto deteneva un portafoglio rilevante di investimenti azionari in alcune delle sue società clienti. In seguito a una strategia di dismissioni nella sua divisione principale di investimenti, la partecipazione in Generali, la più grande compagnia assicurativa italiana, costituisce attualmente la parte predominante del portafoglio di Mediobanca.

Dati finanziari

Nel triennio 2006-2008 (il bilancio chiude al 30-06) Mediobanca ha mostrato un buon andamento sia del Margine di Intermediazione (cresciuto del 20,1%) che del Risultato di Gestione (in aumento del 10,7%) mentre l'utile è passato da 867,8 a 1024,3 milioni di Euro. La redditività del capitale è migliorata di circa 2 punti (con il ROE è passato dal 12,7% al 14,9%) grazie alla crescita dei ricavi da commissioni e ad un tax rate particolarmente contenuto.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni Mediobanca fanno parte del paniere S&P/Mib e rientrano nel segmento Blue Chips Mediobanca mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) che riflette la notevole solidità dell'istituto in termini di ratios patrimoniali. Negli ultimi 3 anni il titolo Mediobanca ha registrato una performance negativa (-37,9%) contro il -23,2% dell'indice Mibtel; l'andamento del triennio ha seguito da vicino quello del mercato fino a novembre 2006 (in coincidenza con i massimi fatti registrare dal titolo), successivamente si è assistito ad una fase di stagnazione, pur in presenza di mercati positivi , durata fino all'aprile 2007. La correzione dei mercati iniziata nell'estate 2007 ha visto le azioni Mediobanca scendere in linea con gli indici

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività che passa dal 5% del 2009 al 3% di lungo periodo; - un'evoluzione delle commissioni negativa nei primi due anni di previsione (rispettivamente a -15% e -5%) per passare al +4% di lungo periodo; - un valore del cost/income ratio al 32%, in leggera crescita rispetto all'ultimo anno; Infine si prevede un tax rate stabile al 25% su tutto il periodo di previsione ed un'incidenza degli accantonamenti sulle attività pari allo 0,33%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 14,5 € che tende a crescere (ridursi) di 0,3 € per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.

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18 analisi dal 25 ottobre 2006, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.

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