Mediobanca — analisi del ottobre 2011
Nonostante sia stata penalizzata meno di altri titoli bancari Mediobanca conserva buone opportunità di recupero nel caso di uscita dall'attuale crisi finanziaria, potendo contare sulla solidità dei conti e sull'espansione nel canale retail.
Profilo societario
Mediobanca è un istituto bancario italiano nato come banca d'investimento. Oggi opera attraverso tre principali divisioni: corporate e investment banking, servizi di credito al consumo e gestione patrimoniale. In passato, l'istituto deteneva un portafoglio rilevante di investimenti azionari in alcune delle sue società clienti. In seguito a una strategia di dismissioni nella sua divisione principale di investimenti, la partecipazione in Generali, la più grande compagnia assicurativa italiana, costituisce attualmente la parte predominante del portafoglio di Mediobanca.
Dati finanziari
Nel triennio 2009-2011 (il bilancio chiude al 30-06) Mediobanca ha mostrato un incremento del Margine di Intermediazione del 23,6% mentre il risultato di gestione è cresciuto del 35,5%. La flessione degli accantonamenti su crediti (-26,9%) ha consentito al risultato lordo di passare da 90,7 a 554,2 milioni di euro mentre quello netto è balzato da 2,4 a 368,6 milioni. La redditività del capitale (ROE) è passata da valori prossimi a zero al 5,3%.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Mediobanca fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Mediobanca mostra una rischiosità in linea con il mercato (beta prossimo a 1) dovuta anche al fatto di possedere partecipazioni in numerose società quotate sul mercato italiano che ne fanno una sorta di replica dell'indice. Negli ultimi 3 anni il titolo Mediobanca ha registrato una performance negativa: -25,4% contro il -18,1% dell'indice FTSE Mib ma nettamente migliore rispetto al settore bancario. Il titolo ha seguito da vicino l'andamento del mercato fino ad ottobre 2009, periodo seguito da una lunga fase di sottoperformance che si è chiusa solo negli ultimi mesi.
Comparables
in un raffronto internazionale con le principali merchant bank Mediobanca risulta la più cara sulla base del rapporto Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile) mentre è relativamente a buon mercato se si considera il Price/Earnings (Prezzo Utili); il rendimento da dividendi, prossimo al 3%, è il maggiore tra le banche incluse nel campione.
Opportunità
espansione nel segmento retail con la controllata Che Banca
Rischi
andamento avverso dei mercati finanziari e incremento del costo del funding dovuto al rischio Italia
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività al 3% su tutto il periodo di previsione; - una crescita delle commissioni e proventi da operazioni finanziarie che passa dal 2% del 2012 al 5% del 2013 per tornare al 4% nel lungo periodo; - un cost/income ratio in progressiva diminuzione, dal 44% del 2012 al 41,5% del 2015 ed anni successivi; Infine si prevede un tax rate stabile al 33% ed un'incidenza degli accantonamenti su crediti in diminuzione allo 0,45% nel 2012 e 0,35% nel 2013 e successivi. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 7,5 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,25 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.
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