Mediobanca — analisi del ottobre 2012
Dopo il balzo degli ultimi mesi Mediobanca sembra essersi avvicinata al fair value e dovrebbe avere limitati margini di apprezzamento, piuttosto penalizzante anche il confronto coi comparables.
Profilo societario
Mediobanca è un istituto bancario italiano nato come banca d'investimento. Oggi opera attraverso tre principali divisioni: corporate e investment banking, servizi di credito al consumo e gestione patrimoniale. In passato, l'istituto deteneva un portafoglio rilevante di investimenti azionari in alcune delle sue società clienti. In seguito a una strategia di dismissioni nella sua divisione principale di investimenti, la partecipazione in Generali, la più grande compagnia assicurativa italiana, costituisce attualmente la parte predominante del portafoglio di Mediobanca.
Dati finanziari
Nel triennio 2010-2012 (il bilancio chiude al 30-06) Mediobanca ha registrato una flessione del Margine di Intermediazione del 9,5% mentre il risultato di gestione è passato da 1250,1 a 1041,9 milioni di euro (-16,7%); male anche il risultato lordo (-64,7% a 205,9 milioni) e quello netto (-80% a 80,4 milioni). La redditività del capitale (ROE) è scesa di conseguenza passando dal 5,9% all'1,2%.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Mediobanca fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Mediobanca mostra una rischiosità leggermente superiore alla media mercato (beta maggiore di 1) dovuta da un lato alla presenza nel settore finanziario e dall'altro al buon livello di diversificazione delle partecipazioni. Negli ultimi 3 anni il titolo Mediobanca ha registrato una performance negativa: -54,5% contro il -34,3% dell'indice FTSE Mib; il titolo è stato penalizzato dall'andamento negativo dei mercati finanziari e dalla crisi dei debiti sovrani mantenendo un trend calante intervallato da periodi di limitata ripresa, buona la performance degli ultimi 3 mesi che ha permesso di azzerare le perdite accumulate da inizio anno.
Comparables
in un raffronto internazionale con le principali merchant bank Mediobanca risulta la più cara sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo Utili) mentre è relativamente a buon mercato se si considera il Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile); il rendimento da dividendi, prossimo al 3%, è tra i più bassi delle banche incluse nel campione.
Opportunità
miglioramento delle condizioni dei mercati finanziari e riduzione degli spread
Rischi
forte esposizione al mercato italiano e all'andamento dell'economia domestica
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività del 4% nel 2012-2013 e del 3% a partire dall'anno successivo; - una crescita delle commissioni e proventi da operazioni finanziarie che passa dal 5% del 2012-2013 al 3% di lungo periodo; - un cost/income ratio stabile al 44,4%; Infine si prevede un tax rate stabile al 37% ed un'incidenza degli accantonamenti su crediti in diminuzione allo 0,45% a partire dall'esercizio 2012-13. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 4,8 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,21 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.
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