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Mediobanca — analisi del ottobre 2015

Dopo aver realizzato un sostanziale raddoppio delle quotazioni negli ultimi 3 anni Mediobanca sembra vicina al fair value, la società quota a sconto rispetto ai comparables ma sembra ancora troppo focalizzata sul mercato domestico.

Profilo societario

Mediobanca è un istituto bancario italiano nato come banca d'investimento. Oggi opera attraverso tre principali divisioni: corporate e investment banking, servizi di credito al consumo e gestione patrimoniale. In passato, l'istituto deteneva un portafoglio rilevante di investimenti azionari in alcune delle sue società clienti. In seguito a una strategia di dismissioni nella sua divisione principale di investimenti, la partecipazione in Generali, la più grande compagnia assicurativa italiana, costituisce attualmente la parte predominante del portafoglio di Mediobanca.

Dati finanziari

Nel triennio 2013-2015 (il bilancio chiude al 30-06) Mediobanca ha registrato una crescita del Margine di Intermediazione del 43,2% mentre il risultato di gestione è passato da 694,6 a 1245,2 milioni di euro (+79,3%); netto miglioramento sia per il risultato lordo (passato da -27,3 a 757,1 milioni) che per quello netto (da -184,1 a 592,9 milioni). La redditività del capitale (ROE) è aumentata di oltre nove punti passando dal -2,6% al 6,7%.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni Mediobanca fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Mediobanca mostra una rischiosità superiore alla media mercato (beta maggiore di 1) dovuta alla presenza nel settore finanziario e alla dipendenza dei ricavi e degli utili dall'andamento dei mercati finanziari. Negli ultimi 3 anni il titolo Mediobanca ha registrato una performance del 99%, più del doppio rispetto al +40,3% dell'indice FTSE Mib; dopo una fase laterale, durata fino ad agosto 2013, il titolo ha iniziato un trend rialzista che lo ha portato ad un primo massimo ad aprile 2014 (+85% rispetto ad inizio periodo), seguito da una pausa di assestamento nella successiva parte dell'anno ed un nuovo impulso rialzista nei primi mesi del 2015 con nuovi massimi a fine luglio, dopo la flessione di circa il 10% nel mese di agosto le azioni sembrano essersi stabilizzate nelle ultime settimane.

Comparables

nel raffronto internazionale con le principali merchant bank Mediobanca risulta tra quelle più a buon mercato sia se si considera il Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile) sia se si utilizza il Price/Earnings (Prezzo/Utili); buono il rendimento da dividendi prossimo al 3%.

Opportunità

sviluppo nel retail banking (grazie alla controllata Che Banca) e nel credito al consumo (Compass)

Rischi

notevole esposizione al mercato italiano e all'andamento dell'economia domestica

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività del 3% su tutto il periodo di previsione; - una crescita delle commissioni che passa dal 7% del 2015-16 al 3% di lungo periodo; - un cost/income ratio in calo dal 42% del 2015-16 al 38% di lungo periodo; Infine si prevede un tax rate stabile al 30% ed un payout in progressiva crescita fino al 50% di lungo periodo. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 8,7 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,23 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.

Tutte le analisi su Mediobanca

18 analisi dal 25 ottobre 2006, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.

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