Parmalat
Nonostante la forte correzione subita dopo la fine dell'Opa da parte di Lactalis, Parmalat non sembra avere molte opportunità di apprezzamento anche dell'ipotesi di un incremento della marginalità ai massimi dell'ultimo triennio.
Profilo societario
Parmalat è una multinazionale del settore alimentare che opera nei cinque continenti attraverso una presenza diretta o delle partnership nel mercato del latte e dei suoi derivati. In particolare il gruppo è uno dei leader globali del settore del latte liquido e vanta primarie posizioni di mercato negli altri settori di attivita dello yogurt, del dessert, dei succhi di frutta, derivati del pomodoro e prodotti da forno. Il gruppo Parmalat fattura oltre 3,8 miliardi di euro e impiega oltre 35.000 dipendenti nel mondo. Il portafoglio prodotti comprende marchi globali (come Parmalat e Santàl), marchi internazionali (Zymil, Fibresse, Physical, Jeunesse, Omega3, First Growth, Smart Growth, Ice Break/Rush) e altri forti marchi locali.
Andamento del titolo
Nel primo semestre 2011 i ricavi sono saliti a 2146,9 milioni di Euro (+6%) mentre il margine operativo lordo è in calo a 149,3 milioni (-14,5%), in calo anche l'utile netto passato da 147,4 a 76,5 milioni di euro; stabile sopra quota 1,4 miliardi la disponibilità finanziaria netta.
Dati finanziari
Nel triennio 2008-2010 Parmalat ha registrato una crescita del fatturato del 10,7% mentre il margine operativo lordo è salito del 20,2% a 393,4 milioni di Euro, in presenza di margini in crescita di circa un punto; il risultato operativo è più che raddoppiato a 228,9 milioni di Euro mentre l'utile netto (che risente dei minori proventi da transazioni con istituti finanziari) è sceso del 58,1% a 282 milioni di Euro. Gli indicatori di redditività vedono il ROE in flessione di oltre 15 punti all'8,1% e il ROI in crescita di quasi cinque al 10,4%. La posizione finanziaria netta vede una disponibilità di cassa per 1435,2 milioni, in crescita di oltre 300 milioni nel periodo.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Parmalat fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Parmalat mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) riflettendo l'attività in un business particolarmente stabile come quello alimentare. Negli ultimi 3 anni il titolo Parmalat ha registrato una performance positiva (+14,7%) a fronte del -24,6% dell'indice FTSE Mib. Dopo un minimo registrato a fine novembre 2008 le azioni hanno avviato un trend crescente culminato nei massimi di quota 2,6 euro, mantenuti fino a inizio luglio 2011 al termine dell'Opa di Lactalis; subito dopo è iniziata una forte correzione con una perdita del 40% circa in poche settimane, nell'ultimo mese i corsi sembrano essersi stabilizzati poco sotto quota 1,6 euro.
Comparables
nel confronto internazionale tra le aziende del settore alimentare, Parmalat risulta la più a buon mercato sia sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo Utili) che del Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile); piuttosto basso invece il dividend yield, poco sopra al 2%.
Opportunità
realizzazione di sinergie a livello operativo dopo l'acquisizione da parte di Lactalis
Rischi
bassa quota di mercato in alcuni paesi e limitata presenza nei segmenti "premium"
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi del 6% nel 2011 in progressiva diminuzione fino al 2,5% di lungo periodo; - un Ebitda margin in crescita dall'8% del 2011 al 9,7% del 2015 ed anni successivi; - un ROI di lungo periodo del 14,5%. Infine si prevedono: un tax rate al 22% su tutto il periodo di previsione ed un payout in crescita al 65%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 1,78 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,35 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.