Parmalat
Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi delle prospettive future della società italiana leader nel settore della produzione di latte
Profilo societario
Parmalat è una multinazionale del settore alimentare che opera nei cinque continenti attraverso una presenza diretta o delle partnership nel mercato del latte e dei suoi derivati. In particolare il gruppo è uno dei leader globali del settore del latte liquido e vanta primarie posizioni di mercato negli altri settori di attivita dello yogurt, del dessert, dei succhi di frutta, derivati del pomodoro e prodotti da forno. Il gruppo Parmalat fattura oltre 3,8 miliardi di euro e impiega oltre 35.000 dipendenti nel mondo. Il portafoglio prodotti comprende marchi globali (come Parmalat e Santàl), marchi internazionali (Zymil, Fibresse, Physical, Jeunesse, Omega3, First Growth, Smart Growth, Ice Break/Rush) e altri forti marchi locali.
Dati finanziari
Nel triennio 2005-2007 Parmalat ha mostrato un fatturato sostanzialmente stabile (-0,2%) mentre il margine operativo lordo è aumentato del 36,4%, grazie ad una crescita dei margini di circa 2,6 punti. La redditività del capitale è in miglioramento con il ROI che sale di oltre 5 punti al 12,9% ed il ROE che ragiunge il 25% grazie anche ai proventi straordinari per la chiusura dei contenziosi con le banche coinvolte nel crack della vecchia Parmalat. A livello patrimoniale si registra il passaggio da un indebitamento finanziario netto di circa 370 milioni di Euro ad una posizione positiva per circa 850 milioni.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Parmalat fanno parte del paniere S&P/Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Parmalat mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) determinata dalla presenza in un business stabile come l'alimentare. Negli ultimi 3 anni il titolo Parmalat ha registrato una performance negativa (-39,8%) ma sostanzialmente in linea con il -37,9% dell'indice Mibtel. L'andamento ha seguito abbastanza da vicino quello del mercato con un massimo a gennaio 2007 (+46,4% rispetto a ottobre 2005), una successiva fase di stabilizzazione durata fino a giugno dello stesso anno ed una consistente correzione tuttora in corso.
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi al 4% nel 2008 che scende al 3% nel 2009 ed anni successivi; - margini sulle vendite in diminuzione al 9% nel 2008 e 2009 ed in successiva ripresa fino al 9,5% nel 2008 di lungo periodo; - un ROI a lungo termine del 13% circa Infine si prevedono tax rate in crescita al 30% ed un costo del debito rispettivamente del 4%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 1,94 € che tende a crescere (ridursi) di 0,4 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.