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Pirelli

Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi delle prospettive future della società italiana leader nel settore degli pneumatici e nella produzione di cavi

Profilo societario

Pirelli & C. è una società per azioni, quotata alla Borsa Italiana di Milano dal 1922. Gli pneumatici rappresentano l'asset strategico del gruppo (99% del fatturato nel 2011): Pirelli è leader sull'alto di gamma ed è il quinto operatore mondiale in termini di fatturato. La focalizzazione sulle attività industriali e la trasformazione di Pirelli in una "pure Tyre company" è stata portata a termine nel corso del 2010 con la separazione di Pirelli RE, Pirelli Broadband Solutions ed altri asset non strategici.

Dati finanziari

Nel triennio 2005-2007 Pirelli ha mostrato un fatturato in crescita del 35,1% mentre il margine operativo lordo si è ridotto del 41%, in presenza di margini in calo di circa otto punti. La redditività del capitale è in miglioramento grazie all'uscita dal settore delle telecomunicazioni con il ROI che sale di un punto al 9,5% ed il ROE che passa dal 7,1% al 8,5%. A livello patrimoniale si registra il passaggio da un indebitamento finanziario netto di circa 1,1 miliardi di Euro ad una posizione positiva per circa 300 milioni.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni Pirelli fanno parte del paniere S&P/Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Pirelli mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) determinata dalla diversificazione del business. Negli ultimi 3 anni il titolo Pirelli ha registrato una performance negativa (-50,7%) contro il -20,7% dell'indice Mibtel. Questo risultato è influenzato in buona parte dalla distribuzione del dividendo straordinario nella primavera 2008 che inciso per circa 20 punti percentuali, al netto di questo fattore l'andamento del triennio ha ricalcato quello dell'indice con una iniziale sottoperformance trasformata, dal gennaio 2007, in una sovraperformance.

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi a -15% nel 2008 stabile e al 3% nel 2009 ed anni successivi; - margini sulle vendite in miglioramento al 9,7% nel 2008 e al 10,2% nel 2008 ed anni successivi; - un ROI di lungo periodo del 11,7% circa Infine si prevedono tax rate e costo del debito rispettivamente al 33% e al 4%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 0,53 € che tende a crescere (ridursi) di 0,12 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.

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