Banca Carige
Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi delle prospettive future di una delle principali banche regionali quotate a Piazza Affari
Profilo societario
Il Gruppo Carige ha la struttura di conglomerato bancario, finanziario, previdenziale e assicurativo, all'interno del quale Banca Carige svolge il ruolo di Capogruppo ed ha accentrato presso di sé le funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo. L'attività bancaria e' svolta dalle banche del Gruppo: Banca Carige, Cassa di Risparmio di Savona, Banca del Monte di Lucca, Cassa di Risparmio di Carrara e Banca Cesare Ponti. Le prime quattro sono caratterizzate da un forte radicamento territoriale e dalla prevalenza del segmento retail; Banca Cesare Ponti, storica banca milanese entrata a far parte del gruppo a fine 2004, è focalizzata invece sul segmento Private Banking. Il Gruppo opera anche nel settore assicurativo, previdenziale e della bancassicurazione attraverso le controllate Carige Vita Nuova, che esercita il ramo vita, e Carige Assicurazioni, che opera nel ramo danni; le compagnie dispongono di 405 agenzie, che sviluppano importanti sinergie distributive con la rete bancaria del Gruppo.
Dati finanziari
Nel triennio 2005-2007 Banca Carige ha mostrato un incremento del Margine di Intermediazione del 22,4% mentre il Risultato di Gestione è cresciuto del 68,5%, anche l'utile è migliorato considerevolmente passando da 135,1 a 212,3 milioni di Euro. La redditività del capitale è cresciuta (il ROE è passato dal 5,9% al 7,4%) grazie soprattutto alla riduzione dell'incidenza dei costi mentre il tax rate è cresciuto di circa 5 punti percentuali.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Banca Carige fanno parte del paniere Midex Banca Carige mostra una rischiosità inferiore a quella del mercato (beta inferiore ad 1) risultato della dimensione regionale da un lato e della bassa esposizione al segmento del risparmio gestito dall'altro. Negli ultimi 3 anni il titolo Banca Carige ha registrato una performance del 1,3% contro una riduzione del 20,9% dell'indice Mibtel; l'andamento del triennio è stato rialzista nel periodo settembre 2005 - settembre 2006 seguito da un secondo picco ad aprile 2007, la successiva fase di contrazione è stata in linea con il mercato e molto più contenuta rispetto agli altri titoli del settore bancario
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività che passa dal 18% del 2008 al 3% di lungo periodo; - una crescita delle commissioni a -1% nel 2008 in ripresa a +5% nel quadriennio successivo con una stabilizzazione al 3% di lungo periodo; - una riduzione del cost/income ratio di 4,5 punti (al 52%) nel periodo 2008-2011; Infine si prevede un tax rate in leggera riduzione al 38% ed un'incidenza degli accantonamenti sulle attività pari allo 0,25%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 2,75 € che tende a crescere (ridursi) di 0,1 € per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.