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Eni — analisi del marzo 2018

Dopo la presentazione del Piano Industriale 2018-2021 e dei conti dell'ultimo esercizio Eni può guardare con ottimismo al futuro avendo superato la fase più critica degli ultimi anni anche se restano i rischi di un nuovo calo dei prezzi degli idrocarburi.

Profilo societario

Eni è una società attiva nel settore energetico, con focus su produzione, esplorazione e promozione di idrocarburi. L'azienda si occupa inoltre di fornire e commercializzare gas naturale, gas naturale liquefatto (GNL), energia elettrica, e di raffinare e distribuire prodotti petroliferi. Tra le sue attività figurano anche la produzione e vendita di prodotti petrolchimici, materie plastiche ed elastomeri, oltre al commercio di materie prime.

Dati finanziari

Nel triennio 2015-2017 Eni ha mostrato una crescita del fatturato del 2,9% mentre il margine operativo lordo è aumentato del 32,8% in presenza di una riduzione dei margini di 4,9 punti percentuali. Il risultato operativo è passato da un rosso di 2,8 miliardi ad un saldo positivo di 8 miliardi mentre l'utile netto è passato da -9,4 a +3,4 miliardi. La redditività del capitale è ritornata positiva sia a livello di ROE, passato dal -17,5% al 7%, che di ROI sceso di oltre 17 punti al 13,6%. In calo l'indebitamento finanziario netto, sceso di quasi 6 miliardi a 10,9 miliardi, con un debt to equity passato da 0,31 a 0,23.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni Eni fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Eni mostra una rischiosità in linea con la media del mercato (beta prossinmo a 1) riflettendo da un lato il buon grado di diversificazione geografica delle attività dall'altro la dipendenza dall'andamento dei prezzi degli idrocarburi. Negli ultimi 3 anni il titolo Eni ha registrato una performance negativa (-12,1%) contro il -0,6% dell'indice FTSE Mib: il titolo ha seguito un trend discendente, proseguito fino a febbraio 2016, seguito da una fase laterale ed una ripresa negli ultimi due mesi dell'anno; andamento piuttosto incerto nel corso del 2017, con una flessione nella prima metà ed una lieve ripresa nel secondo semestre; mancanza di una chiara direzionalità anche nei primi mesi del 2018.

Comparables

tra le principali aziende operanti nel settore dell'estrazione di idrocarburi Eni è nella media sia sulla base del rapporto Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile) che del Price/Earnings (Prezzo Utili); buono il rendimento da dividendi, superiore al 5% ed il più elevato tra le aziende incluse nel campione.

Opportunità

- scoperte di nuovi giacimenti ed efficientamento di quelli esistenti - espansione nel gas con acquisizione di nuovi clienti e nella produzione di energia elettrica

Rischi

- nuove flessioni dei prezzi degli idrocarburi - riduzione dei contributi sulle fonti fossili

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi che passa dall'11% del 2018 all'1,5% di lungo periodo; - un Ebitda margin in crescita dal 20,5% del 2018 al 20,7% del 2019 e seguenti; - un ROI di lungo periodo del 15% Infine si prevedono un tax rate stabile al 50% ed un costo del debito medio al 5%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 15,3 Euro che tende a crescere (ridursi) di 1,35 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.

Tutte le analisi su Eni

19 analisi dal 5 aprile 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.

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