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Eni — analisi del febbraio 2009

Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi delle prospettive future di una delle società energetiche integrate più importanti al mondo

Profilo societario

Eni è una società attiva nel settore energetico, con focus su produzione, esplorazione e promozione di idrocarburi. L'azienda si occupa inoltre di fornire e commercializzare gas naturale, gas naturale liquefatto (GNL), energia elettrica, e di raffinare e distribuire prodotti petroliferi. Tra le sue attività figurano anche la produzione e vendita di prodotti petrolchimici, materie plastiche ed elastomeri, oltre al commercio di materie prime.

Dati finanziari

Nel triennio 2006-2008 Eni ha mostrato una crescita del fatturato del 25% circa mentre il margine operativo lordo ha avuto un progresso inferiore (+10,5%) in presenza di margini in diminuzione di circa tre punti. La redditività del capitale si è ridotta sia per quanto riguarda il ROE (passato dal 23,8% al 19,7%) che il ROI (passato dal 39,4% al 27,5%). L'indebitamento finanziario netto è aumentato considerevolmente a circa 18 miliardi ma il debt to equity rimane sotto controllo a quota 0,38.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni Eni fanno parte del paniere S&P/Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Eni mostra una rischiosità leggermente superiore alla media del mercato (beta maggiore di 1) riflettendo da un lato il buon grado di diversificazione e la presenza internazionale e dall'altro la correlazione all'andamento dei prezzi delle materie prime energetiche e quindi al ciclo economico. Negli ultimi 3 anni il titolo Eni ha registrato una performance negativa (-31,3%) ma comunque migliore del -55,5% dell'indice Mibtel: il titolo ha raggiunto i suoi massimi nel luglio 2007, in linea con l'andamento del mercato, successivamente ha saputo contenere le perdite nella fase riflessiva con un buono spunto nel periodo aprile-maggio 2008 ed una fase laterale a partire da novembre 2008.

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi negativa nei primi due anni di previsione (rispettivamente -20% e -5%) e stabile al 2,5% nel lungo periodo; - margini sulle vendite in diminuzione al 25% nel 2009 e stabili negli anni successivi; - un ROI di lungo periodo del 19% Infine si prevede un tax rate al 42% su tutto il periodo di previsione, un costo del debito medio del 4,35% ed un payout del 70-75%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 20,7 € che tende a crescere (ridursi) di 1,7 € per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.

Tutte le analisi su Eni

19 analisi dal 5 aprile 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.

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