Telecom Italia — analisi del febbraio 2009
Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi delle prospettive future della società leader nel settore delle telecomunicazioni in Italia e tra i principali gruppi a livello europeo.
Profilo societario
Telecom Italia TIM è un gruppo di riferimento in Italia e Brasile nel settore ICT, specializzato nello sviluppo di infrastrutture fisse, mobili, cloud e datacenter. L'azienda offre una vasta gamma di prodotti e servizi per comunicazioni e intrattenimento, mantenendosi all'avanguardia dell'innovazione digitale. TIM si avvale di divisioni specializzate che progettano soluzioni integrate per cittadini, aziende e pubbliche amministrazioni, collaborando con partner di rilievo. Tra le principali realtà interne figurano Noovle, dedicata ai servizi cloud, Olivetti, focalizzata sull'Internet of Things, Telsy, attiva nel campo della cybersecurity, e Sparkle, che fornisce infrastrutture e servizi globali. In Brasile, TIM Brasil è uno degli attori principali nel mercato delle telecomunicazioni, distinguendosi per la sua leadership nella copertura 4G.
Dati finanziari
Nel triennio 2006-2008 Telecom Italia ha subito una riduzione del fatturato del 4,3% mentre il margine operativo lordo è diminuito del 11,5%, a causa di un peggioramento dei margini di circa 3 punti. Anche a livello di indicatori di redditività si registrano diminuzioni con il ROI sceso di 2,5 punti al 8,74% e il ROE di quasi 3 punti al 8,25%. Il rapporto debt to equity è invece migliorato passando da 1,37 a 1,27.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Telecom Italia fanno parte del paniere S&P/Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Telecom Italia mostra una rischiosità in linea con il mercato (beta prossimo a 1) riflettendo sia la stabilità del business in cui opera che il contesto altamente concorrenziale del settore delle telecomunicazioni. Negli ultimi 3 anni il titolo Telecom Italia ha registrato una performance negativa (-60,5%) a fronte del -56,9% dell'indice Mibtel. L'andamento è stato sempre inferiore a quello del mercato: le azioni non hanno saputo approfittare della fase di rialzo durata fino a maggio 2007 ed in seguito hanno avuto un andamento ribassista con una flessione particolarmente pronunciata nel periodo gennaio - marzo 2008; solo dai minimi di ottobre 2008 sembra iniziata una fase di ripresa con una discreta sovraperformance sull'indice.
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi negativa nel 2009 (-4%) ed in successiva ripresa fino al 2% di lungo periodo; - margini in diminuzione di circa due punti nel periodo 2009-2012 fino a quota 35%; - un ROI di lungo periodo del 7,8%. Infine si prevedono: un tax rate stabile al 35% su tutto il periodo di previsione, un costo del debito medio del 5% ed un payout del 50%, coerentemente con gli ultimi dividendi annunciati. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 1,22 € che tende a crescere (ridursi) di 0,19 € per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.
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17 analisi dal 12 marzo 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.