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Italcementi

Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi delle prospettive future del principale produttore italiano di cemento.

Profilo societario

Il Gruppo Italcementi, con una capacità produttiva di oltre 74 milioni di tonnellate di cemento annue, è il quinto produttore di cemento a livello mondiale.Italcementi, fra le prime dieci società industriali italiane, è quotata alla Borsa Italiana.Le società di Italcementi Group integrano l'esperienza, il know-how e le culture di 21 paesi in 4 continenti del mondo, attraverso un dispositivo industriale di 55 cementerie, 10 centri di macinazione, 8 terminali, 494 centrali di calcestruzzo e 91 cave di inerti.

Dati finanziari

Nel triennio 2006-2008 Italcementi ha mostrato una riduzione del fatturato del 1,3% mentre il margine operativo lordo è diminuito del 23,1% in presenza di margini in calo di oltre 5 punti. La redditività del capitale investito (ROI) è peggiorata di circa sei punti mentre il ROE è sceso di oltre otto punti al 5,9%. Sostanzialmente stabile la struttura patrimoniale con il rapporto debt to equity che è passato da 0,47 a 0,58.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni Italcementi fanno parte del paniere S&P/Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Italcementi mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) nonostante la ciclicità del business legato all'andamento del ciclo economico e degli investimenti nel settore dell'edilizia. Negli ultimi 3 anni il titolo Italcementi ha registrato una performance negativa (-62,7%) sostanzialmente in linea con il -63,7% dell'indice Mibtel; l'andamento del triennio è stato caratterizzato da una iniziale fase positiva, culminata nei massimi del maggio 2007 a circa 25 Euro, seguita da una correzione dapprima molto violenta, che ha portato il titolo a sottoperformare sull'indice di mercato, poi più contenuta, che ha permesso di chiudere il gap nelle ultime settimane.

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi del 7% nel 2009 ed una crescita del 3% negli anni successivi; - margini sulle vendite in diminuzione al 16,5% del 2009 in ripresa negli anni seguenti fino al 19% di lungo periodo; - una redditività operativa (ROI) di lungo periodo del 9%. Infine si prevede un tax rate stabile al 35% su tutto il periodo di previsione ed un costo del debito medio del 4,5%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 8,9 € che tende a crescere (ridursi) di 1,7 € per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.

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