Telecom Italia — analisi del marzo 2021
Dopo un andamento fortemente negativo nell'ultimo triennio Telecom Italia sembra quotare a sconto; la società potrà beneficiare dei risparmi di costo e dei nuovi servizi legati al 5G anche se la redditività dovrebbe rimanere su livelli contenuti.
Profilo societario
Telecom Italia TIM è un gruppo di riferimento in Italia e Brasile nel settore ICT, specializzato nello sviluppo di infrastrutture fisse, mobili, cloud e datacenter. L'azienda offre una vasta gamma di prodotti e servizi per comunicazioni e intrattenimento, mantenendosi all'avanguardia dell'innovazione digitale. TIM si avvale di divisioni specializzate che progettano soluzioni integrate per cittadini, aziende e pubbliche amministrazioni, collaborando con partner di rilievo. Tra le principali realtà interne figurano Noovle, dedicata ai servizi cloud, Olivetti, focalizzata sull'Internet of Things, Telsy, attiva nel campo della cybersecurity, e Sparkle, che fornisce infrastrutture e servizi globali. In Brasile, TIM Brasil è uno degli attori principali nel mercato delle telecomunicazioni, distinguendosi per la sua leadership nella copertura 4G.
Dati finanziari
Nel triennio 2018-2020 Telecom Italia ha registrato una diminuzione dei ricavi del 16,9% mentre il margine operativo lordo è passato da 7403 a 6739 milioni di Euro (-9%), a seguito di un incremento dei margini di 3,7 punti percentuale; netto miglioramento del risultato operativo quasi quadruplicato a 2104 milioni di Euro grazie ai minori ammortamenti e svalutazioni mentre il risultato netto è passato da un rosso di 1152 milioni ad un saldo positivo di 7352 milioni (in buona parte dovuti a benefici fiscali una tantum). Gli indicatori di redditività mostrano un ROI in crescita di 2,8 punti al 4% mentre il ROE è balzato di oltre 30 punti al 25,5%. Dal punto di vista patrimoniale l'indebitamento finanziario netto è sceso di oltre 2 miliardi a quota 23,7 miliardi di Euro con un rapporto debt to equity in calo da 1,20 a 0,82.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Telecom Italia fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Telecom Italia mostra una rischiosità minore di quella del mercato (beta inferiore a 1) riflettendo la stabilità del business in cui opera. Negli ultimi 3 anni il titolo Telecom Italia ha registrato una performance del -50,5% nettamente inferiore al +0,5% messo a segno nello stesso periodo dall'indice FTSE Mib. Il trend delle azioni è stato negativo per buona parte del 2018 mentre il titolo è rimasto sostanzialmente stabile nel 2019, alternando fasi di incremento ad altre riflessive; dopo la forte contrazione di febbraio-marzo 2021 le azioni sono rimaste in prossimità dei minimi con un ulteriore indebolimento a fine ottobre; solo da novembre è iniziata una ripresa che dopo una pausa tra dicembre e gennaio 2021, sembra essere ripartita nell'ultimo mese.
Comparables
nel raffronto coi principali operatori europei di telecomunicazioni Telecom Italia risulta la più a buon mercato sulla base del rapporto Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile) mentre il Price/Earnings non è significativo per la forte incidenza dei componenti straordinari sull'utile 2020; discreto il rendimento da dividendi ma il più contenuto tra le imprese incluse nel campione.
Opportunità
- efficienze operative al fine della riduzione dei costi - incremento dei ricavi grazie ai nuovi servizi legati al 5G
Rischi
- riduzione dei margini a seguito della concorrenza di nuovi operatori
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi che passa dal -0,5% del 2021 allo 0,75% del 2022 e seguenti; - margini in lieve contrazione, dal 42% del 2021 al 41% di lungo periodo; - un ROI di lungo periodo del 5,8%. Infine si prevedono: un tax rate al 32,5%, un costo del debito medio al 4,75% ed un payout in progressiva crescita fino al 55%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 0,49 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,08 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.
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17 analisi dal 12 marzo 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.