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Telecom Italia — analisi del marzo 2007

Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi delle prospettive future della società leader nel settore delle telecomunicazioni in Italia e tra i principali gruppi a livello europeo.

Profilo societario

Telecom Italia TIM è un gruppo di riferimento in Italia e Brasile nel settore ICT, specializzato nello sviluppo di infrastrutture fisse, mobili, cloud e datacenter. L'azienda offre una vasta gamma di prodotti e servizi per comunicazioni e intrattenimento, mantenendosi all'avanguardia dell'innovazione digitale. TIM si avvale di divisioni specializzate che progettano soluzioni integrate per cittadini, aziende e pubbliche amministrazioni, collaborando con partner di rilievo. Tra le principali realtà interne figurano Noovle, dedicata ai servizi cloud, Olivetti, focalizzata sull'Internet of Things, Telsy, attiva nel campo della cybersecurity, e Sparkle, che fornisce infrastrutture e servizi globali. In Brasile, TIM Brasil è uno degli attori principali nel mercato delle telecomunicazioni, distinguendosi per la sua leadership nella copertura 4G.

Dati finanziari

Nel triennio 2004-2006 Telecom Italia ha mostrato una crescita media del fatturato del 4% circa mentre il margine operativo lordo è rimasto sostanzialmente invariato, a causa di una riduzione dei margini di circa 3,5 punti. La maggiore concorrenza ha avuto effetti anche sulla redditività del capitale sia il ROI che il ROE sono diminuiti di circa 2,5 punti scendendo in prossimità dell'11%. Il rapporto debt to equity, pur rimanendo su valori piuttosto elevati, si è ridotto progessivamente passando da 1,58 a 1,38.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni Telecom Italia fanno parte del paniere S&P/Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Telecom Italia mostra una rischiosità superiore alla media del mercato (beta maggiore di 1) riflettendo l'incertezza sugli scenari tecnologici e l'appartenenza ad un mercato che si sta aprendo in misura sempre maggiore alla concorrenza. Negli ultimi 3 anni il titolo Telecom Italia ha registrato una performance negativa (-12% circa) contro il +58,2% dell'indice Mibtel. L'andamento non è stato sempre riflessivo: il titolo ha superato l'andamento medio del mercato fino al gennaio 2005 (in coincidenza dell'OPA su Tim), periodo dal quale è iniziato un progressivo declino interrotto da fasi di debole ripresa , l'ultima delle quali è partita nella scorsa estate ed è proseguita fino a febbraio 2007.

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi che passa dal 1% del 2007 al 2% di lungo periodo; - margini sulle vendite in diminuzione al 38% nel 2007 (-2) e 37% nel 2008 e successivi; - un leggero miglioramento dell'efficienza nell'impiego del capitale con un ROI di lungo periodo del 12% circa Infine si prevede un tax rate stabile al 42% su tutto il periodo di previsione, un costo del debito medio del 5,45% ed un payout dell'80%, coerentemente con le ultime politiche annunciate. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 2,14 € che tende a crescere (ridursi) di 0,2 € per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.

Tutte le analisi su Telecom Italia

17 analisi dal 12 marzo 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.

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