Telecom Italia — analisi del marzo 2022
Dopo i deludenti conti del 2021 resta complesso il contesto operativo di Telecom Italia, solo un profondo riassetto societario potrebbe valorizzare meglio gli asset della società che al momento resta minacciata dalla crescente concorrenza.
Profilo societario
Telecom Italia TIM è un gruppo di riferimento in Italia e Brasile nel settore ICT, specializzato nello sviluppo di infrastrutture fisse, mobili, cloud e datacenter. L'azienda offre una vasta gamma di prodotti e servizi per comunicazioni e intrattenimento, mantenendosi all'avanguardia dell'innovazione digitale. TIM si avvale di divisioni specializzate che progettano soluzioni integrate per cittadini, aziende e pubbliche amministrazioni, collaborando con partner di rilievo. Tra le principali realtà interne figurano Noovle, dedicata ai servizi cloud, Olivetti, focalizzata sull'Internet of Things, Telsy, attiva nel campo della cybersecurity, e Sparkle, che fornisce infrastrutture e servizi globali. In Brasile, TIM Brasil è uno degli attori principali nel mercato delle telecomunicazioni, distinguendosi per la sua leadership nella copertura 4G.
Dati finanziari
Nel triennio 2019-2021 Telecom Italia ha registrato una diminuzione dei ricavi del 17,6% mentre il margine operativo lordo è passato da 8151 a 5080 milioni di Euro (-37,7%), a seguito di una contrazione dei margini di 10,5 punti percentuale; netto peggioramento del risultato operativo passato da 3175 a -3529 milioni di Euro anche a seguito di maggiori svalutazioni mentre il risultato netto è passato da un saldo positivo di 1242 milioni ad un rosso di 8400. Gli indicatori di redditività mostrano un ROI in calo di 14,2 punti al -7,9% mentre il ROE è crollato di oltre 40 punti al -38,1%. Dal punto di vista patrimoniale l'indebitamento finanziario netto è sceso di quasi 6 miliardi a quota 22 miliardi di Euro con un rapporto debt to equity in calo da 1,25 a 1,02.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Telecom Italia fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Telecom Italia mostra una rischiosità superiore a quella del mercato (beta maggiore di 1) riflettendo l'alto grado di concorrenza del business in cui opera. Negli ultimi 3 anni il titolo Telecom Italia ha registrato una performance del -38,1% nettamente inferiore al +12,9% messo a segno nello stesso periodo dall'indice FTSE Mib. Dopo un minimo a maggio 2019, le azioni hanno iniziato un recupero culminato nel massimo di periodo del novembre dello stesso anno, in seguito è iniziata una fase riflessiva che si è accentuata a febbraio-marzo 2020 con lo scoppio della pandemia. La successiva ripresa è stata molto debole e, ad ottobre 2020, il titolo ha toccato nuovi minimi. Il buon recupero messo a segno nei sei mesi successivi è stato quasi interamente vanificato tra aprile e ottobre 2021. Solo con l'annuncio del possibile interessamento di KKR, a novembre 2021, le azioni hanno fatto registrare un significativo balzo ma sono tornate a scendere da dicembre, con nuovi minimi a marzo 2022, parziale recupero nelle ultime settimane.
Comparables
nel raffronto coi principali operatori europei di telecomunicazioni Telecom Italia risulta la più a buon mercato sulla base del rapporto Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile) mentre il Price/Earnings non è significativo essendo stato negativo l'utile 2021; nullo il rendimento da dividendi a differenza delle interessanti cedole distribuite dalle altre società incluse nel campione.
Opportunità
riassetto societario con eventuale scorporo di alcuni asset a cominciare dalla rete
Rischi
riduzione dei margini a seguito della concorrenza sia nel fisso che nel mobile
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi che passa dallo 0,5% del 2022 allo 0,75% di lungo periodo; - margini in ripresa al 39% nel 2022 ed in seguito in lieve contrazione fino al 38% del 2027 e seguenti; - un ROI di lungo periodo del 5,2%. Infine si prevedono: un tax rate al 30,5%, un costo del debito medio al 4,75% ed un payout in progressiva crescita fino al 55%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 0,26 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,06 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.
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17 analisi dal 12 marzo 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.