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Eni — analisi del marzo 2015

Dopo la flessione determinata dal negativo andamento del prezzo del petrolio Eni sembra avere buoni margini di apprezzamento sostenuta dal buon rendimento da dividendi che resta competitivo anche tenendo conto dei tagli annunciati dal management.

Profilo societario

Eni è una società attiva nel settore energetico, con focus su produzione, esplorazione e promozione di idrocarburi. L'azienda si occupa inoltre di fornire e commercializzare gas naturale, gas naturale liquefatto (GNL), energia elettrica, e di raffinare e distribuire prodotti petroliferi. Tra le sue attività figurano anche la produzione e vendita di prodotti petrolchimici, materie plastiche ed elastomeri, oltre al commercio di materie prime.

Dati finanziari

Nel triennio 2012-2014 Eni ha mostrato una diminuzione del fatturato del 13,8% mentre il margine operativo lordo è diminuito del 32,1% in presenza di margini in calo di 4,7 punti percentuali. Quasi dimezzato il risultato operativo (-47,3%) mentre l'utile netto è passato da 8,6 a 0,85 miliardi (-90,2%). La redditività del capitale è diminuita sia a livello di ROE, passato dal 13,8% all'1,4%, che di ROI sceso di 8,5 punti al 10,4%. In calo l'indebitamento finanziario netto, sceso di 1,8 miliardi a 13,7 miliardi, con un debt to equity passato da 0,25 a 0,22.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni Eni fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Eni mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) riflettendo il buon grado di diversificazione geografica delle attività. Negli ultimi 3 anni il titolo Eni ha registrato una performance negativa (-6,7%) contro il +51,1% dell'indice FTSE Mib: inizialmente le azioni hanno hanno avuto un andamento in linea con quello del mercato, con massimi a gennaio 2013; successivamente il titolo ha iniziato a perdere progressivamente contatto con gli indici pur riuscendo ad arrotondare i massimi a luglio 2014 con un guadagno di circa il 18% rispetto ad inizio periodo. Da allora è iniziato un trend discendente, parallelo alla discesa dei prezzi degli idrocarburi, con una flessione di circa il 30% dei prezzi ai minimi di gennaio 2015; positivo, ma inferiore a quello del mercato, l'andamento delle ultime settimane.

Comparables

tra le principali aziende operanti nel settore dell'estrazione di idrocarburi Eni è quella più a buon mercato sulla base del rapporto Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile) mentre è la più cara se si considera il Price/Earnings (Prezzo Utili); il rendimento da dividendi, prossimo al 7% (ma sarà solo del 5% dal prossimo anno considerando il taglio annunciato recentemente dal CdA), è il più elevato tra le aziende incluse nel campione.

Opportunità

ambizioso piano di investimenti in esplorazione di nuovi giacimenti, cessione di asset non strategici

Rischi

nuove flessioni dei prezzi degli idrocarburi

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una diminuzione dei ricavi del 20% nel 2015, una crescita del 12,5% nel 2016 che si riporta gradualmente all'1,5% nel lungo periodo; - un Ebitda margin in crescita dal 18% nel 2015 al 21% di lungo periodo; - un ROI di lungo periodo del 18,1% Infine si prevedono un tax rate in calo al 58% ed un costo del debito medio del 5%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 18,9 Euro che tende a crescere (ridursi) di 2 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.

Tutte le analisi su Eni

19 analisi dal 5 aprile 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.

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