Eni — analisi del marzo 2016
Dopo la recente presentazione del piano industriale Eni sembra avere le carte in regola per essere tra i protagonisti del settore facendo leva sulla capacità di contenere i costi e sul costante aumento della produzione.
Profilo societario
Eni è una società attiva nel settore energetico, con focus su produzione, esplorazione e promozione di idrocarburi. L'azienda si occupa inoltre di fornire e commercializzare gas naturale, gas naturale liquefatto (GNL), energia elettrica, e di raffinare e distribuire prodotti petroliferi. Tra le sue attività figurano anche la produzione e vendita di prodotti petrolchimici, materie plastiche ed elastomeri, oltre al commercio di materie prime.
Dati finanziari
Nel triennio 2013-2015 Eni ha mostrato una diminuzione del fatturato del 40,6% mentre il margine operativo lordo è sceso del 43,1% in presenza di margini in calo di 0,7 punti percentuali. Il risultato operativo è passato da un dato positivo di 8,86 miliardi ad un rosso di 2,78 miliardi, analogo andamento per l'utile netto passato da 4,97 a -9,38 miliardi. La redditività del capitale è diminuita sia a livello di ROE, passato dall'8,1% al -17,5%, che di ROI sceso di 15,5 punti al -3,9%. In crescita l'indebitamento finanziario netto, salito di 1,4 miliardi a 16,9 miliardi, con un debt to equity passato da 0,25 a 0,31.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Eni fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Eni mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) riflettendo il buon grado di diversificazione geografica delle attività. Negli ultimi 3 anni il titolo Eni ha registrato una performance negativa (-21,7%) contro il +21,3% dell'indice FTSE Mib: dopo una iniziale fase laterale durata fino a marzo 2014 le azioni hanno tentato una timida ripresa fino ai massimi di luglio 2014 con un guadagno di circa il 15,5% rispetto ad inizio periodo. Da allora è iniziato un trend discendente, parallelo alla discesa dei prezzi degli idrocarburi, con una flessione di circa il 30% dei prezzi ai minimi di gennaio 2015 seguito una breve ripresa fino a maggio 2015 ed una nuova flessione ai minimi di febbraio di quest'anno; ripresa di quasi il 20% nelle ultime settimane.
Comparables
tra le principali aziende operanti nel settore dell'estrazione di idrocarburi Eni è quella più a buon mercato sulla base del rapporto Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile) mentre il Price/Earnings (Prezzo Utili) non è significativo avendo registrato una perdita nell'ultimo esercizio; il rendimento da dividendi, prossimo al 6%, è il più elevato tra le aziende incluse nel campione.
Opportunità
il nuovo piano strategico prevede un incremento medio della produzione del 3% annuo pur in presenza di una riduzione di oltre il 20% degli investimenti, abbassando il punto di pareggio da 45 a 27 dollari al barile e mantenendo l'attuale livello di dividendi grazie a cessioni di asset non strategici
Rischi
nuove flessioni dei prezzi degli idrocarburi
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi del 3% nel 2016 che sale al 12% nel 2017 e si riporta gradualmente all'1,5% nel lungo periodo; - un Ebitda margin in crescita dal 18,2% nel 2016 al 25,5% di lungo periodo; - un ROI di lungo periodo del 18,1% Infine si prevedono un tax rate in calo al 58% ed un costo del debito medio del 5%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 17,6 Euro che tende a crescere (ridursi) di 1,85 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.
Tutte le analisi su Eni
19 analisi dal 5 aprile 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.