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Campari — analisi del luglio 2014

Campari sembra essere correttamente valutata dal mercato, la società può contare sulle posizioni di forza acquisite in Italia con le ultime acquisizioni ma deve ancora realizzare una diversificazione geografica per competere a livello internazionale.

Profilo societario

Davide Campari-Milano è una rinomata azienda produttrice di bevande alcoliche, operante in diverse categorie. Tra i suoi marchi più iconici, che costituiscono circa il 50% delle vendite complessive, spiccano Campari e Aperol nel segmento degli aperitivi, oltre a vodka Skyy, bourbon Wild Turkey, rum giamaicano Appleton Estate e J. Rum Wray. L'offerta include inoltre vermouth Cinzano e spumanti, consolidando la sua presenza in vari settori del mercato alcolico.

Andamento del titolo

Nel primo trimestre 2014 i ricavi sono diminuiti dell'8,4% a 288,7 milioni di Euro, il margine operativo lordo è stato di 47,1 milioni (-17,5%) mentre il risultato operativo è diminuito del 19,5% a 38,3 milioni. Performance deludente anche per l?utile ante imposte (-47,4% a 20,7 milioni). In calo infine l?indebitamento finanziario netto, passato da 852,8 a 831,6 milioni di Euro.

Dati finanziari

Nel triennio 2011-2013 Campari ha registrato, anche grazie alle acquisizioni, una crescita del fatturato del 19,6% mentre il margine operativo lordo è aumentato dello 0,9% a 328,8 milioni di Euro, in presenza di una riduzione dei margini di 4 punti percentuali; il risultato operativo è passato da 295,5 a 289,3 milioni di Euro (+2,1%) mentre l'utile netto è sceso del 5,8% a 150,4 milioni di Euro. Gli indicatori di redditività vedono sia il ROE che il ROI in flessione (rispettivamente di 0,9 e 1,9 punti percentuale). Il rapporto debt to equity è aumentato passando da 0,47 a 0,61.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni Campari fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Campari mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) riflettendo la stabilità del business in cui opera. Negli ultimi 3 anni il titolo Campari ha registrato una performance positiva (+3,8%) ma inferiore al +5,9% dell'indice FTSE Mib. Il titolo ha saputo contenere le perdite del 2011-2012 a poco più del 10% ma non ha approfittato della successiva fase di ripresa dei mercati con il vantaggio accumulato sull'indice che è andato progressivamente a chiudersi fino ad essere superato a partire da marzo 2014.

Comparables

nel raffronto con le aziende internazionali del settore beverage, Campari risulta la più cara sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo Utili) mentre è nella fascia bassa se si utilizza il Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile); piuttosto basso il dividend yield, sia in termini assoluti che in relazione alle altre aziende del campione.

Opportunità

portafoglio marchi di qualità e buona capacità di crescere per mezzo di acquisizioni

Rischi

presenza limitata sui mercati emergenti e forte concentrazione delle vendite in Italia

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi del 2% nel 2014, 4,5% nel biennio successivo e 3% nel lungo periodo; - margini in crescita fino al 24% del 2017 e successivi; - un ROI di lungo periodo del 16,8%. Infine si prevedono: un tax rate al 34,5% su tutto il periodo di previsione, un costo del debito in calo al 5,5% ed un payout in progressiva crescita fino al 65%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 5,96 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,37 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.

Tutte le analisi su Campari

20 analisi dal 25 febbraio 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.

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