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Campari — analisi del luglio 2017

Dopo una corsa ininterrotta, che continua da oltre due anni, Campari sembra aver raggiunto livelli di prezzo piuttosto elevati e multipli che inducono alla prudenza anche se una ripresa della crescita per linee esterne potrebbe sostenere le quotazioni.

Profilo societario

Davide Campari-Milano è una rinomata azienda produttrice di bevande alcoliche, operante in diverse categorie. Tra i suoi marchi più iconici, che costituiscono circa il 50% delle vendite complessive, spiccano Campari e Aperol nel segmento degli aperitivi, oltre a vodka Skyy, bourbon Wild Turkey, rum giamaicano Appleton Estate e J. Rum Wray. L'offerta include inoltre vermouth Cinzano e spumanti, consolidando la sua presenza in vari settori del mercato alcolico.

Andamento del titolo

Nel primo trimestre 2017 i ricavi sono aumentati del 15% a 376,6 milioni di Euro, il margine operativo lordo è salito a 77,8 milioni (+27,8%) mentre il risultato operativo è cresciuto del 32,6% a 63,6 milioni; in forte rialzo anche l?utile ante imposte (+56,7% a 53,6 milioni). In lieve crescita infine l?indebitamento finanziario netto a 1206,3 milioni di Euro dagli 1199,5 milioni di fine 2016.

Dati finanziari

Nel triennio 2014-2016 Campari ha registrato una crescita del fatturato del 10,7% mentre il margine operativo lordo è aumentato del 26,4% a 372 milioni di Euro, in presenza di margini in crescita di 2,7 punti percentuale; il risultato operativo è passato da 255 a 319,3 milioni di Euro (+25,2%) mentre l'utile netto è cresciuto del 28,2% a 166,2 milioni di Euro. Gli indicatori di redditività vedono sia il ROE che il ROI in lieve miglioramento (rispettivamente di 0,5 e 0,3 punti percentuale). Il rapporto debt to equity è rimasto sostanzialmente stabile passando da 0,62 a 0,63.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni Campari fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Campari mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) riflettendo la stabilità del business in cui opera. Negli ultimi 3 anni il titolo Campari ha registrato una performance positiva (+111,2%) nettamente superiore al +2% dell'indice FTSE Mib. Il titolo ha avuto un trend leggermente negativo, in linea con il mercato, fino a fine 2014, da allora è iniziata una fase rialzista, interrotta da brevi correzioni, che ha permesso di raggiungere massimi sempre crescenti (l'ultimo ad inizio giugno 2017) sovraperformando costantemente l'indice di riferimento.

Comparables

nel raffronto con le principali aziende europee del settore beverage, Campari risulta la più cara sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo Utili) mentre è nella fascia intermedia se si utilizza il Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile); piuttosto basso il dividend yield, sia in termini assoluti che in relazione alle altre aziende del campione.

Opportunità

ulteriore crescita per mezzo di acquisizioni e diversificazione geografica

Rischi

effetto cambi negativo e limitata presenza nei mercati emergenti

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi che passa dal 10% del 2017 al 4% di lungo periodo; - margini in crescita fino al 26% del 2022 e successivi; - un ROI di lungo periodo del 19,1%. Infine si prevedono: un tax rate al 29,5%, un costo del debito in calo al 4% ed un payout in progressiva crescita fino al 70%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 5,33 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,3 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.

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20 analisi dal 25 febbraio 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.

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