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Campari — analisi del luglio 2020

Dopo la ripresa degli ultimi mesi Campari sembra quotare a premio, la società può contare su un brand riconosciuto e un buon track record di acquisizioni ma i rischi di una diminuzione duratura delle vendite presso bar e ristoranti restano elevati.

Profilo societario

Davide Campari-Milano è una rinomata azienda produttrice di bevande alcoliche, operante in diverse categorie. Tra i suoi marchi più iconici, che costituiscono circa il 50% delle vendite complessive, spiccano Campari e Aperol nel segmento degli aperitivi, oltre a vodka Skyy, bourbon Wild Turkey, rum giamaicano Appleton Estate e J. Rum Wray. L'offerta include inoltre vermouth Cinzano e spumanti, consolidando la sua presenza in vari settori del mercato alcolico.

Andamento del titolo

Nel primo trimestre 2020 i ricavi sono scesi del 2,7% a 360,2 milioni di Euro, l'Ebitda rettificato è stato di 67,5 milioni (-24,7%) mentre il risultato operativo rettificato è diminuito del 33,9% a 47,9 milioni; in forte calo anche l’utile ante imposte rettificato (-45,7% a 34,7 milioni). In aumento infine l’indebitamento finanziario netto a 867,1 milioni di Euro dai 777,4 milioni di fine 2019.

Dati finanziari

Nel triennio 2017-2019 Campari ha registrato una crescita dei ricavi dell'1,5%, stesso incremento per il margine operativo lordo a 458,1 milioni di Euro (Ebitda margin stabile al 24,9%); scende invece il risultato operativo passando da 394,4 a 386,3 milioni di Euro (-2,1%) mentre l'utile netto è balzato del 13,5% a 308,4 milioni di Euro. Gli indicatori di redditività vedono sia il ROE che il ROI in calo (rispettivamente di 5,5 e 1,3 punti percentuale). Il rapporto debt to equity è risultato in calo passando da 0,51 a 0,33.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni Campari fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Campari mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) riflettendo la stabilità del business in cui opera. Negli ultimi 3 anni il titolo Campari ha registrato una performance positiva (+30,7%) nettamente migliore del -4,7% dell'indice FTSE Mib. Dopo una iniziale fase laterale, proseguita fino a maggio 2018, è iniziato un trend positivo culminato nei massimi di maggio 2019; seguito da una correzione di alcuni mesi ed un nuovo ritorno in prossimità dei massimi a febbraio 2020. L'inizio della pandemia ha portato ad una brusca correione tra febbraio e marzo, già in buona parte recuperata negli ultimi quattro mesi.

Comparables

nel raffronto con le principali aziende europee del settore beverage, Campari risulta nella media sia sulla base del rapporto Price/Earnings che del Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile); piuttosto basso il dividend yield, inferiore all'1% ed il meno generoso tra le aziende del campione.

Opportunità

ulteriore crescita per mezzo di acquisizioni e diversificazione geografica

Rischi

riduzione prolungata dei consumi nel canale bar e ristoranti a causa della diminuzione dei contatti sociali

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una diminuzione dei ricavi dell'8,5% del 2020 che torna positiva (+14%) nel 2021 per scendere al 5% di lungo periodo; - margini in calo al 23,2% nel 2020 ed in successiva crescita fino al 27% del 2025 e successivi; - un ROI di lungo periodo del 16,6%. Infine si prevedono: un tax rate al 19%, un costo del debito in calo fino al 3,25% ed un payout in progressiva crescita fino al 74,5%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 6,4 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,35 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.

Tutte le analisi su Campari

20 analisi dal 25 febbraio 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.

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