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Campari

Dopo un triennio molto deludente, con quotazioni più che dimezzate, Campari sembra avere discrete opportunità di recupero. La società potrà contare sulla leadership negli aperitivi ma potrebbe essere penalizzata da stili di vita più salutistici.

Profilo societario

Davide Campari-Milano è una rinomata azienda produttrice di bevande alcoliche, operante in diverse categorie. Tra i suoi marchi più iconici, che costituiscono circa il 50% delle vendite complessive, spiccano Campari e Aperol nel segmento degli aperitivi, oltre a vodka Skyy, bourbon Wild Turkey, rum giamaicano Appleton Estate e J. Rum Wray. L'offerta include inoltre vermouth Cinzano e spumanti, consolidando la sua presenza in vari settori del mercato alcolico.

Andamento del titolo

Nel primo trimestre 2026 la società ha fornito solo il dato relativo ai ricavi che sono diminuiti del 3,4% a 643 milioni di Euro, la variazione è stata determinata da una crescita organica del 2,9%, una variazione del perimetro aziendale del -2,2% (cessione di Cinzano) ed un effetto cambio del -4,1%.

Dati finanziari

Nel triennio 2023-2025 Campari ha registrato una crescita dei ricavi del 4,5% mentre il margine operativo lordo è cresciuto del 10,1% a 715,9 milioni di Euro a seguito di una incremento di 1,2 punti della marginalità; crescita più contenuta per il risultato operativo, passato da 540,2 a 567,6 milioni di Euro (+5,1%) mentre l'utile netto è rimasto sostanzialmente invariato a 333,1 milioni di Euro. Gli indicatori di redditività vedono il ROE in calo di 2,7 punti all'8,6% mentre il ROI scende al 9,7% (-1,6 punti percentuale). L'indebitamento finanziario netto è cresciuto di oltre 100 milioni di euro nel periodo con il rapporto debt to equity sceso però da 0,63 a 0,51) grazie anche all'aumento di capitale del 2024.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni Campari fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Campari mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) che riflette la stabilità del business in cui opera. Negli ultimi 3 anni il titolo Campari ha registrato una performance negativa (-57,4%) e nettamente inferiore al +84,3% dell'indice FTSE Mib. Il trend è rimasto negativo da luglio 2023 ad inizio febbraio 2025, in seguito è iniziata una fase laterale che sembra tuttora in corso.

Comparables

nel raffronto con le principali aziende europee del settore, Campari risulta nella media sulla base del rapporto Price/Earnings mentre è la più cara se si considera il Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile); piuttosto basso il dividend yield, inferiore al 2% e nettamente inferiore alla media del campione.

Opportunità

- espansione negli USA e Asia: bassa penetrazione della cultura dell'aperitivo in mercati enormi e ad alto margine. - integrazione Courvoisier: rilancio del brand nel settore Cognac per catturare la ripresa del mercato premium negli Stati Uniti e in Cina - canale on-premise & travel retail: sfruttare la ripresa globale del turismo e dei consumi fuori casa per spingere i prodotti analcolici e ready-to-drink (Crodino, Campari Soda) - premiumizzazione dei Mixologist: consolidare la presenza nei cocktail bar di fascia alta come ingrediente insostituibile (es. Negroni, Spritz).

Rischi

- volatilità delle materie prime: fluttuazioni dei prezzi di vetro, alcol grezzo, zucchero e costi logistici che comprimono i margini operativi. - rallentamento macroeconomico: rischio di una riduzione della spesa per consumi discrezionali nei mercati chiave (USA ed Europa). - regolamentazione e tasse: introduzione di accise più severe sull'alcol o restrizioni pubblicitarie a tutela della salute pubblica. - cambiamento dei gusti: trend crescenti di salutismo ("Dry January", movimenti No/Low Alcohol) che riducono il consumo di alcolici tradizionali.

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi allo 0,5% nel 2026 che sale fino al 5% del 2028 per stabilizzarsi al 4% di lungo periodo; - Ebitda margin in miglioramento fino al 25% del 2028 e seguenti; - un ROI di lungo periodo dell'11,8%. Infine si prevedono: un tax rate in diminuzione al 26%, un costo del debito di lungo periodo al 3,5% ed un payout in progressiva aumento fino al 66%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 6,23 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,44 Euro per ogni punto in più (in meno) dell'Ebitda margin come mostrato nella figura seguente.

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20 analisi dal 25 febbraio 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.

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