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Campari — analisi del luglio 2018

Dopo essere più che raddoppiata nell'ultimo triennio Campari sembra quotare a premio sul fair value, la società mostra multipli piuttosto elevati sia in termini assoluti che nel confronto coi principali comparables.

Profilo societario

Davide Campari-Milano è una rinomata azienda produttrice di bevande alcoliche, operante in diverse categorie. Tra i suoi marchi più iconici, che costituiscono circa il 50% delle vendite complessive, spiccano Campari e Aperol nel segmento degli aperitivi, oltre a vodka Skyy, bourbon Wild Turkey, rum giamaicano Appleton Estate e J. Rum Wray. L'offerta include inoltre vermouth Cinzano e spumanti, consolidando la sua presenza in vari settori del mercato alcolico.

Andamento del titolo

Nel primo trimestre 2018 i ricavi sono diminuiti dell'8,2% a 336 milioni di Euro, il margine operativo lordo è salito a 96,3 milioni (+23,8%) mentre il risultato operativo è cresciuto del 30,2% a 82,7 milioni; in forte rialzo anche l’utile ante imposte (+42,7% a 76,5 milioni). In calo infine l'indebitamento finanziario netto a 938,7 milioni di Euro dagli 981,5 milioni di fine 2017.

Dati finanziari

Nel triennio 2015-2017 Campari ha registrato una crescita del fatturato del 9,6% mentre il margine operativo lordo è aumentato del 26,4% a 451,5 milioni di Euro, in presenza di margini in crescita di 2,7 punti percentuale; il risultato operativo è passato da 309,7 a 394,4 milioni di Euro (+27,4%) mentre l'utile netto è più che raddoppiato a 356,5 milioni di Euro grazie ai positivi effetti fiscali una tantum. Gli indicatori di redditività vedono sia il ROE che il ROI in crescita (rispettivamente di 8,3 e 1,5 punti percentuale). Il rapporto debt to equity è risultato in lieve crescita passando da 0,47 a 0,51.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni Campari fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Campari mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) riflettendo la stabilità del business in cui opera. Negli ultimi 3 anni il titolo Campari ha registrato una performance positiva (+101,9%) nettamente superiore al -6,9% dell'indice FTSE Mib. Il titolo ha mantenuto un trend positivo, interrotto da brevi correzioni e fasi laterali, per tutto il periodo, con massimi assoluti ad inizio luglio 2018.

Comparables

nel raffronto con le principali aziende europee del settore beverage, Campari risulta la società più a buon mercato sulla base del rapporto Price/Earnings (ma si ricorda che l'utile 2017 è influenzato da componenti straordinari positivi) mentre è quella più cara se si utilizza il Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile); piuttosto basso il dividend yield, inferiore all'1% ed il più basso tra le aziende del campione.

Opportunità

ulteriore crescita per mezzo di acquisizioni e diversificazione geografica

Rischi

effetto cambi negativo e cambiamento delle preferenze dei consumatori verso bevande analcoliche

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi negativa nel 2018 (-4%) che torna al 5% nel 2019-20 per stabilizzarsi al 4% a partire dal 2021; - margini in crescita fino al 26,4% del 2021 e successivi; - un ROI di lungo periodo del 18,4%. Infine si prevedono: un tax rate al 25,5%, un costo del debito al 3,5% ed un payout in progressiva crescita fino al 75%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 5,08 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,27 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.

Tutte le analisi su Campari

20 analisi dal 25 febbraio 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.

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