Campari — analisi del luglio 2013
Dopo un difficile primo trimestre, condizionato anche dalle negative condizioni atmosferiche, Campari dovrebbe capitalizzare i risultati delle recenti acquisizioni ma i margini di upside restano limitati.
Profilo societario
Davide Campari-Milano è una rinomata azienda produttrice di bevande alcoliche, operante in diverse categorie. Tra i suoi marchi più iconici, che costituiscono circa il 50% delle vendite complessive, spiccano Campari e Aperol nel segmento degli aperitivi, oltre a vodka Skyy, bourbon Wild Turkey, rum giamaicano Appleton Estate e J. Rum Wray. L'offerta include inoltre vermouth Cinzano e spumanti, consolidando la sua presenza in vari settori del mercato alcolico.
Andamento del titolo
Nel primo trimestre 2013 i ricavi sono aumentati del 12,9% a 315,2 milioni di Euro, il margine operativo lordo è di 61 milioni (-12,6%) mentre il risultato operativo è diminuito del 17,4% a 51,5 milioni. Performance deludente anche per l?utile ante imposte (-25,4% a 39,4 milioni). In aumento infine l?indebitamento finanziario netto, passato da 869,7 a 914,1 milioni di Euro.
Dati finanziari
Nel triennio 2010-2012 Campari ha registrato una crescita del fatturato del 15,3% mentre il margine operativo lordo è aumentato dell'8,4% a 320,1 milioni di Euro, con una riduzione dei margini di 1,5 punti percentuali; il risultato operativo è passato da 269,5 a 287,4 milioni di Euro (+6,6%) mentre l'utile netto è rimasto sostanzialmente invariato a 157 milioni di Euro. Gli indicatori di redditività vedono sia il ROE che il ROI in flessione di circa 1,5 punti. Il rapporto debt to equity è aumentato passando da 0,54 a 0,61.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Campari fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Campari mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) riflettendo la stabilità del business in cui opera. Negli ultimi 3 anni il titolo Campari ha registrato una performance positiva (+38,3%) a fronte del -22,1% dell'indice FTSE Mib. Il titolo ha avuto un andamento positivo fino ai massimi di ottobre 2012, con un guadagno complessivo superiore al 55%, successivamente è iniziata una fase laterale che sembra tuttora in corso.
Comparables
nel raffronto con le aziende internazionali del settore beverage, Campari risulta la più cara sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo Utili) mentre è nella fascia bassa se si utilizza il Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile); piuttosto basso il dividend yield, sia in termini assoluti che in relazione alle altre aziende del campione.
Opportunità
portafoglio marchi di qualità e buona capacità di crescere per mezzo di acquisizioni
Rischi
presenza limitata sui mercati emergenti e forte concentrazione delle vendite in Italia
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi del 20% nel 2013, 4% nel 2014 e 3% nel lungo periodo; - margini in crescita fino al 25% del 2017 e successivi; - un ROI di lungo periodo del 14,9%. Infine si prevedono: un tax rate al 34% su tutto il periodo di previsione, un costo del debito medio del 5,5% ed un payout in progressiva crescita fino al 65%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 5,92 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,37 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.
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20 analisi dal 25 febbraio 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.