Campari — analisi del febbraio 2007
Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi delle prospettive future di una delle principali società nella produzione di bevande alcoliche
Profilo societario
Davide Campari-Milano è una rinomata azienda produttrice di bevande alcoliche, operante in diverse categorie. Tra i suoi marchi più iconici, che costituiscono circa il 50% delle vendite complessive, spiccano Campari e Aperol nel segmento degli aperitivi, oltre a vodka Skyy, bourbon Wild Turkey, rum giamaicano Appleton Estate e J. Rum Wray. L'offerta include inoltre vermouth Cinzano e spumanti, consolidando la sua presenza in vari settori del mercato alcolico.
Dati finanziari
Nel triennio 2003-2005 Campari ha mostrato un fatturato in leggera diminuzione (dovuta esclusivamente alla diversa contabilizzazione derivante dall'introduzione dei principi IAS) mentre il margine operativo lordo è cresciuto ad un tasso del 10% medio annuo, in presenza di margini in miglioramento. La redditività del capitale è migliorata sensibilmente a livello di ROI passato dal 14% al 17% mentre il ROE è stabile al 17,7%. La situazione patrimoniale si è mantenuta sotto controllo con un rapporto debt to equity a quota 0,5.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Campari fanno parte del paniere Midex Campari mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) che riflette la bassa ciclicità del mercato in cui opera rispetto all'economia nel suo complesso. Negli ultimi 3 anni il titolo Campari ha registrato una performance del 116,7% contro il 59,7% dell'indice Mibtel; l'andamento del triennio è sempre stato impostato al rialzo con due sole correzioni significative nei periodi settembre-dicembre 2005 e giugno-novembre 2006.
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi che si riduce progressivamente dal 10% del 2006 al 3% di lungo periodo; - margini sulle vendite al 23,7% in diminuzione rispetto a quelli dell'ultimo anno ma stabili nei successivi; - un leggero miglioramento degli altri parametri determinanti la redditività operativa con un ROI di lungo periodo del 16% Infine si prevede un tax rate stabile al 30% su tutto il periodo di previsione ed un costo del debito medio del 4,35%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 7,8 € che tende a crescere (ridursi) di 0,55 € per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.
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20 analisi dal 25 febbraio 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.