Campari — analisi del settembre 2010
Dopo aver nettamente sovraperformato il mercato nell'ultimo triennio, Campari sembra correttamente valutata dal mercato e in linea con il fair value calcolato per mezzo dei flussi di cassa scontati (DCF)
Profilo societario
Davide Campari-Milano è una rinomata azienda produttrice di bevande alcoliche, operante in diverse categorie. Tra i suoi marchi più iconici, che costituiscono circa il 50% delle vendite complessive, spiccano Campari e Aperol nel segmento degli aperitivi, oltre a vodka Skyy, bourbon Wild Turkey, rum giamaicano Appleton Estate e J. Rum Wray. L'offerta include inoltre vermouth Cinzano e spumanti, consolidando la sua presenza in vari settori del mercato alcolico.
Andamento del titolo
Nel primo semestre 2010 i ricavi sono aumentati del 16,77% a 515,7 milioni di Euro, il margine operativo lordo è stato di 127 milioni (+18,1%) mentre il risultato operativo è cresciuto del 18,2% a 114,4 milioni. Buona performance anche per l’utile netto (+15,2% a 69,3 milioni).
Dati finanziari
Nel triennio 2007-2009 Campari ha registrato una crescita del fatturato del 5,3% mentre il margine operativo lordo è aumentato di oltre il 18% a 266,3 milioni di Euro, grazie ad un miglioramento dei margini di quasi 3 punti percentuali; il risultato operativo è passato da 200,6 a 235,6 milioni di Euro (+17,5%) mentre l'utile netto è salito del 9,8% a 137,5 milioni di Euro. Gli indicatori di redditività vedono il ROE in flessione di 1 punto al 13,1% e il ROI di 3 punti al 14%. Il rapporto debt to equity è cresciuto a seguito delle acquisizioni effettuate passando da 0,33 a 0,60.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Campari fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Campari mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) riflettendo la bassa esposizione all'andamento dell'economia. Negli ultimi 3 anni il titolo Campari ha registrato una performance positiva (+20,3%) a fronte del -47,9% dell'indice FTSE Mib. L'andamento è stato allineato a quello dell'indice fino a luglio 2008, successivamente il titolo ha dapprima contenuto le perdite nella fase di crisi dei mercati dell'autunno dello stesso anno; in seguito ha avviato una solida ripresa minimi di marzo 2009 che è stata pressoché ininterrotta con nuovi massimi raggiunti proprio nelle ultime settimane.
Comparables
nel raffronto con le aziende internazionali del settore beverage, Campari risulta piuttosto cara sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo Utili) mentre è nella media se si osserva il Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile); piuttosto basso il dividend yield, sotto la media del campione considerato.
Opportunità
portafoglio marchi di qualità e solida struttura finanziaria in grado di consentire nuove acquisizioni
Rischi
presenza limitata sui mercati emergenti e forte concentrazione delle vendite in Italia
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi del 12% nel 2010 in progressiva attenuazione fino al 3% nel lungo periodo; - margini in miglioramento al 26,5% del 2010 e 26,7% nel 2011 ed anni successivi; - un ROI di lungo periodo del 15,3%. Infine si prevedono: un tax rate al 31% su tutto il periodo di previsione, un costo del debito medio del 5,5% ed un payout in progressiva crescita al 55%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 4,46 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,26 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.
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20 analisi dal 25 febbraio 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.