Campari — analisi del luglio 2016
Dopo un rialzo di oltre il 70% negli ultimi 18 mesi Campari sembra quotare a premio sul fair value, la società potrà fare leva sulla politica di acquisizioni per continuare a crescere ma presenta multipli piuttosto elevati.
Profilo societario
Davide Campari-Milano è una rinomata azienda produttrice di bevande alcoliche, operante in diverse categorie. Tra i suoi marchi più iconici, che costituiscono circa il 50% delle vendite complessive, spiccano Campari e Aperol nel segmento degli aperitivi, oltre a vodka Skyy, bourbon Wild Turkey, rum giamaicano Appleton Estate e J. Rum Wray. L'offerta include inoltre vermouth Cinzano e spumanti, consolidando la sua presenza in vari settori del mercato alcolico.
Andamento del titolo
Nel primo trimestre 2016 i ricavi sono risultati invariati a 327,4 milioni di Euro, il margine operativo lordo è salito a 60,8 milioni (+1,2%) mentre il risultato operativo è sceso dello 0,9% a 47,9 milioni; in lieve calo anche l'utile ante imposte (-4,3% a 34,2 milioni). In crescita infine l'indebitamento finanziario netto a 923,1 milioni di Euro dagli 825,8 milioni di fine 2015.
Dati finanziari
Nel triennio 2013-2015 Campari ha registrato una crescita del fatturato dell'8,7% mentre il margine operativo lordo è auemntato dell'8,6% a 357,1 milioni di Euro, in presenza di margini sostanzialmente stabili; il risultato operativo è passato da 289,3 a 309,7 milioni di Euro (+7,1%) mentre l'utile netto è cresciuto del 17% a 175,9 milioni di Euro grazie soprattutto alle minori imposte. Gli indicatori di redditività vedono sia il ROE che il ROI in flessione (rispettivamente di 0,7 e 0,8 punti percentuale). Il rapporto debt to equity è diminuito passando da 0,61 a 0,47.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Campari fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Campari mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) riflettendo la stabilità del business in cui opera. Negli ultimi 3 anni il titolo Campari ha registrato una performance positiva (+53,1%) nettamente superiore al +2% dell'indice FTSE Mib. Il titolo ha avuto un trend leggermente negativo, sottoperformando il mercato, fino a fine 2014, da allora è iniziata una fase rialzista che ha permesso di raggiungere e superare l'indice e di toccare i massimi di periodo a inizio luglio 2016, con un guadagno di oltre il 70% in poco più di 18 mesi.
Comparables
nel raffronto con le principali aziende europee del settore beverage, Campari risulta la più cara sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo Utili) mentre è nella fascia intermedia se si utilizza il Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile); piuttosto basso il dividend yield, sia in termini assoluti che in relazione alle altre aziende del campione.
Opportunità
portafoglio marchi di qualità e buona capacità di crescere per mezzo di acquisizioni
Rischi
dimensioni contenute rispetto ai comparables, presenza limitata sui mercati emergenti e forte concentrazione delle vendite in Italia
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi del 2,5% nel 2016 che sale al 7,5% nel 2017 per scendere gradatamente fino al 3% di lungo periodo; - margini in crescita fino al 25% del 2019 e successivi; - un ROI di lungo periodo del 17,5%. Infine si prevedono: un tax rate al 30,5%, un costo del debito in calo al 4,5% ed un payout in progressiva crescita fino al 75%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 7,68 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,44 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.
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20 analisi dal 25 febbraio 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.