Prysmian — analisi del luglio 2016
Nonostante sia uno dei migliori titoli del paniere Ftse Mib negli ultimi 12 mesi con una performance leggermente positiva, Prysmian conserva un discreto potenziale di rivalutazione sostenuto anche dalla buona trimestrale che ha evidenziato ricavi ed ebitd
Profilo societario
Prysmian si distingue come leader globale nei sistemi in cavo per energia e telecomunicazioni, rappresentando un punto di riferimento nella transizione energetica e nella trasformazione digitale. Grazie alla sua presenza geografica capillare, a un ampio portafoglio di prodotti e a un'esperienza consolidata nell'innovazione tecnologica, l'azienda è ben posizionata per rafforzare la propria leadership e accedere a nuovi mercati emergenti. La strategia di Prysmian si allinea ai principali trend di mercato, puntando sullo sviluppo di sistemi in cavo innovativi, performanti, sostenibili e resilienti, focalizzati su segmenti come Transmission, Power Grid, Electrification e Digital Solutions.
Andamento del titolo
nel primo trimestre del 2016 i ricavi sono aumentati del 3,3% a 1810 milioni di Euro, l'Ebitda è stato di 140 milioni (+32,4% rispetto al I trimestre 2015) mentre il risultato operativo è sceso dell'8,6% a 76 milioni, in calo anche il risultato netto a 40 milioni dai 42 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente.
Dati finanziari
Nel triennio 2013-2015 Prysmian ha registrato una crescita del fatturato dell'1,7% mentre il margine operativo lordo è sceso del 3,1% a seguito di una flessione dei margini di circa 0,4 punti percentuali, stabile il risultato operativo a 360 milioni mentre il risultato netto è passato da 154 a 214 milioni di Euro (+38,9%). Gli indicatori di redditività vedono una diminuzione di 1,2 punti del ROI al 16,6% mentre il ROE passa dal 12,9% al 15%. In calo infine l'indebitamento finanziario netto a 750 milioni di Euro con un rapporto debt to equity che passa da 0,70 a 0,53.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Prysmian fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Prysmian mostra una rischiosità in linea con la media del mercato (beta uguale a 1) riflettendo da un lato la diversificazione geografica del business e dall'altro il fatto di operare in un settore ciclico. Negli ultimi 3 anni il titolo Prysmian ha registrato una performance positiva (+25%) migliore del -0,4% dell'indice FTSE Mib. Il titolo ha seguito piuttosto da vicino l'andamento del mercato fino a gennaio 2014, arrivando a guadagnare oltre il 20%; nei mesi successivi ha perso però quasi il 30%, toccando un minimo ad ottobre dello stesso anno. La successiva risalita dei corsi del titolo ha permesso di riavvicinare l'indice e di superarlo ad inizio 2016, quando il titolo ha dapprima contenuto le perdite nella prima parte dell'anno e successivamente toccato i massimi a fine maggio con un guadagno del 40% rispetto ad inizio periodo; significativa correzione nelle ultime settimane che non intacca però il trend positivo di medio lungo periodo.
Comparables
nel raffronto coi principali produttori europei di cavi, Prysmian risulta la più cara sia sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo Utili) che del Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile); buono il dividend yield, superiore al 2% ma circa la metà rispetto a quello di Leoni.
Opportunità
buon posizionamento del Gruppo nei business high-tech dei cavi submarine e cavi ottici che mostra una domanda stabile
Rischi
debolezza nel segmento Industrial Oil & Gas a causa della riduzione degli investimenti nel settore petrolifero
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi che passa dal 5% del 2016 al 2% di lungo periodo; - margini in crescita dall'8,9% del 2016 al 9,5% del 2018 e seguenti; - un ROI di lungo periodo del 23,6%. Infine si prevedono: un tax rate stabile al 31% ed un payout in crescita al 67%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 21,37 Euro che tende a crescere (ridursi) di 3,2 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.
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14 analisi dal 21 luglio 2013, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.