Campari — analisi del agosto 2011
Dopo la grande corsa degli ultimi 3 anni il titolo Campari sembra in linea con il fair value anche se ha saputo dimostrare di saper battere costantemente le attese e crescere per linee esterne creando valore.
Profilo societario
Davide Campari-Milano è una rinomata azienda produttrice di bevande alcoliche, operante in diverse categorie. Tra i suoi marchi più iconici, che costituiscono circa il 50% delle vendite complessive, spiccano Campari e Aperol nel segmento degli aperitivi, oltre a vodka Skyy, bourbon Wild Turkey, rum giamaicano Appleton Estate e J. Rum Wray. L'offerta include inoltre vermouth Cinzano e spumanti, consolidando la sua presenza in vari settori del mercato alcolico.
Andamento del titolo
Nel primo semestre 2011 i ricavi sono aumentati del 14,2% a 589,1 milioni di Euro, il margine operativo lordo è di 152,1 milioni (+19,7%) mentre il risultato operativo è cresciuto del 19,6% a 136,9 milioni. Buona performance anche per l’utile netto (+8,7% a 75,3 milioni). In calo l’indebitamento finanziario netto, passato da 677 a 669 milioni di Euro.
Dati finanziari
Nel triennio 2008-2010 Campari ha registrato una crescita del fatturato del 23,4% mentre il margine operativo lordo è aumentato di oltre il 35% a 295,3 milioni di Euro, grazie ad un miglioramento dei margini di oltre 2 punti percentuali; il risultato operativo è passato da 195,4 a 269,5 milioni di Euro (+37,9%) mentre l'utile netto è salito del 23,4% a 156,2 milioni di Euro. Gli indicatori di redditività vedono sia il ROE che il ROI in flessione (rispettivamente di 0,7 punti al 12,5% e di 1,2 punti al 13,9%). Il rapporto debt to equity è cresciuto a seguito delle acquisizioni effettuate passando da 0,34 a 0,54.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Campari fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Campari mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) riflettendo la stabilità del business in cui opera. Negli ultimi 3 anni il titolo Campari ha registrato una performance positiva (+82,1%) a fronte del -46,3% dell'indice FTSE Mib. L'andamento è stato migliore di quello del mercato sia nella fase riflessiva di fine 2008, in cui ha saputo contenere nel perdite, sia nella successiva fase di ripresa, durante la quale è cresciuto praticamente senza soste, solo nell'ultimo mese ha registrato una evidente correzione che lo ha portato a perdere circa il 10% dai massimi di periodo.
Comparables
nel raffronto con le aziende internazionali del settore beverage, Campari risulta la più cara sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo Utili) mentre è nella media se si osserva il Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile); piuttosto basso il dividend yield, sia in termini assoluti che in relazione alle altre aziende del campione.
Opportunità
portafoglio marchi di qualità e buona capacità di crescere per mezzo di acquisizioni
Rischi
presenza limitata sui mercati emergenti e forte concentrazione delle vendite in Italia
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi del 13% nel 2011 in progessiva attenuazione fino al 3% nel lungo periodo; - margini in crescita al 26% del 2010 e 26,5% nel 2012 ed anni successivi; - un ROI di lungo periodo del 15,8%. Infine si prevedono: un tax rate al 33% su tutto il periodo di previsione, un costo del debito medio del 5,5% ed un payout in progressiva crescita fino al 60%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 5,59 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,32 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.
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20 analisi dal 25 febbraio 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.