Buzzi Unicem — analisi del maggio 2009
Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi delle prospettive future del secondo produttore italiano di cemento.
Profilo societario
Buzzi SpA è un'azienda specializzata nella produzione e vendita di materiali da costruzione, tra cui cemento, calcestruzzo preconfezionato e inerti. La sua attività si divide in due principali settori: il cemento, che rappresenta la fonte principale di ricavi e include la distribuzione di prodotti legati al cemento per il settore edilizio e delle costruzioni; e il calcestruzzo e gli inerti, con la commercializzazione di calcestruzzo e aggregati provenienti da numerosi impianti di produzione e cave di proprietà dell'azienda.
Dati finanziari
Nel triennio 2006-2008 Buzzi Unicem ha mostrato una crescita dei ricavi del 9,8%; il Mol è sceso invece (-1%) a causa di una riduzione dei margini sulle vendite di circa 3 punti, mentre l'utile è passato dai 417,5 milioni di Euro del 2006 ai 470,7 milioni del 2008. La redditività del capitale investito si è ridotta di oltre 4 punti mentre il ROE è rimasto sostanzialmente stabile a quota 17%. L'indebitamento finanziario netto è cresciuto di oltre 400 milioni, con un rapporto debt to equity passato da 0,25 a 0,39.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Buzzi Unicem fanno parte del paniere S&P/Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Buzzi Unicem mostra una rischiosità in linea con quella del mercato (beta uguale a 1) che riflette da un lato la maggiore esposizione del settore delle costruzioni al ciclo economico e dall'altro il buon grado di diversificazione a livello geografico. Negli ultimi 3 anni il titolo Buzzi Unicem ha registrato una performance negativa -42,3% in linea con il -43,7% dell'indice Mibtel; l'andamento è stato caratterizzato da un iniziale periodo di forti rialzi, culminato nei massimi del giugno 2007, seguito da una contrazione prolungata che sembra essersi arrestata dopo i minimi di marzo 2009.
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi negativa nel 2009 (-10%) che torna positiva negli anni successivi (2%); - margini sulle vendite in riduzione di circa cinque punti nel 2009 (a quota 21%) ed in progressiva ripresa nel successivo biennio fino al 22,5% di lungo periodo; - una redditività di lungo periodo del 12,1% Infine si prevedono un tax rate stabile al 35% su tutto il periodo di previsione ed un costo del debito medio del 5,5%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 15,7 Euro che tende a crescere (ridursi) di 1,6 € per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.
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20 analisi dal 31 ottobre 2006, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.