Banco Popolare — analisi del giugno 2009
Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi delle prospettive future di una delle principali banche regionali quotate a Piazza Affari
Profilo societario
Banco BPM S.p.A., con sede in Italia, è una realtà attiva nel settore finanziario. Questa banca multicanale propone una vasta gamma di prodotti e servizi, tra cui il collocamento di azioni, la creazione e gestione di fondi di investimento specializzati, conti correnti aziendali e personali, oltre a soluzioni per investitori, operazioni di finanziamento, e prodotti assicurativi sia vita che non vita. Offre inoltre servizi Bancomat, piattaforme di trading online e notifiche tramite Short Message Service (SMS). Il portafoglio di Banco BPM è studiato per soddisfare le esigenze sia dei privati sia delle imprese. L'istituto opera con particolare attenzione alle regioni produttive italiane, come Lombardia, Veneto e Piemonte. Tra le entità che fanno parte del Gruppo si annoverano la Banca Popolare di Milano, la Banca Popolare di Verona, la Banca Popolare di Novara, la Banca Popolare di Lodi e il Credito Bergamasco, tra gli altri.
Dati finanziari
Nel triennio 2006-2008 Banco Popolare ha evidenziato un Margine di Intermediazione in flessione del 14,9% mentre il Risultato di Gestione ha subito una contrazione superiore al 80% scendendo a poco meno di 400 milioni di Euro; il risultato netto è invece passato da un valore positivo per 1007,3 ad un dato negativo di 302,2 milioni di Euro. La redditività del capitale è scesa di conseguenza con il ROE a -2,97%.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Banco Popolare fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips Banco Popolare mostra una rischiosità molto più elevata di quella del mercato (beta di 1,9) risultato della esposizione delle proprie attività a segmenti particolarmente colpiti dalla crisi dei mercati finanziari. Negli ultimi 3 anni il titolo Banco Popolare ha registrato una performance molto negativa (-73,6%) contro il -40,7% dell'indice di mercato; l'andamento del triennio è stato caratterizzato da una iniziale fase positiva culminata nei massimi dell'aprile 2007 seguita da un lungo periodo ribassista durato quasi ininterrottamente fino a marzo 2009; la successiva ripresa è stata molto forte in termini percentuali, con le quotazioni che sono triplicate in pochi mesi, ma comunque limitata in valore assoluto.
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività negativa nel 2009 (-1%) che torna a crescere al tasso del 3% a partire dal 2010; - una crescita delle commissioni al 2% nel 2009 e al 8% nel 2010 in successiva attenuazione al 3% di lungo periodo; - una riduzione del cost/income ratio di 6 punti (al 66%) nel periodo 2009-2012; Infine si prevede un tax rate stabile al 35% su tutto il periodo di previsione ed un'incidenza degli accantonamenti sulle attività di lungo periodo dello 0,40%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 5,7 € che tende a crescere (ridursi) di 0,4 € per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.
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