Banco BPM — analisi del giugno 2023
Nonostante la brillante performance dell'ultimo triennio Banco BPM sembra avere ulteriori spazi di apprezzamento grazie al trend crescente dei tassi che favorisce il margine di interesse ma vanno considerati anche i rischi di recessione.
Profilo societario
Banco BPM S.p.A., con sede in Italia, è una realtà attiva nel settore finanziario. Questa banca multicanale propone una vasta gamma di prodotti e servizi, tra cui il collocamento di azioni, la creazione e gestione di fondi di investimento specializzati, conti correnti aziendali e personali, oltre a soluzioni per investitori, operazioni di finanziamento, e prodotti assicurativi sia vita che non vita. Offre inoltre servizi Bancomat, piattaforme di trading online e notifiche tramite Short Message Service (SMS). Il portafoglio di Banco BPM è studiato per soddisfare le esigenze sia dei privati sia delle imprese. L'istituto opera con particolare attenzione alle regioni produttive italiane, come Lombardia, Veneto e Piemonte. Tra le entità che fanno parte del Gruppo si annoverano la Banca Popolare di Milano, la Banca Popolare di Verona, la Banca Popolare di Novara, la Banca Popolare di Lodi e il Credito Bergamasco, tra gli altri.
Andamento del titolo
nei primi tre mesi del 2023 il margine di interesse è cresciuto del 45,2% a 743 milioni di Euro, i proventi operativi sono aumentati del 5,4% a 1250,3 milioni di Euro, il risultato di gestione è salito dell’8,7% a 610,3 milioni di Euro mentre il risultato netto è passato da 177,8 a 265,3 milioni di Euro.
Dati finanziari
Nel triennio 2020-2022 Banco BPM ha evidenziato una crescita del Margine di Interesse del 19,7% a 2549,1 milioni di Euro mentre il Margine di Intermediazione è aumentato del 17% a 4406,3 milioni di Euro, forte incremento per il Risultato di Gestione a 1618,2 milioni (+87,7%) mentre il risultato netto è passato da 16,6 a 701,8 milioni. La redditività del capitale (Roe) è cresciuta di 5,4 punti al 5,5%.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Banco BPM fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Banco BPM mostra una rischiosità superiore a quella del mercato (beta maggiore di 1) indice dell'esposizione dei ricavi all'andamento del ciclo economico e dei mercati finanziari. Negli ultimi 3 anni il titolo Banco BPM ha registrato una performance positiva (+200,6%) nettamente superiore al +43,3% dell'indice FTSE Mib; il trend è stato inizialmente crescente proseguendo per circa un anno (massimo di giugno 2021), dopo una fase laterale di alcuni mesi il titolo ha toccato un massimo a febbraio 2022 ma è rapidamente ritornato sui suoi passi, proseguendo nella fase di incertezza fino ad agosto 2022. Una ripresa più duratura è iniziata a settembre ed è proseguita fino a febbraio 2023 con il raggiungimento di nuovi massimi; da allora l'andamento è stato caratterizzato da correzioni, recuperi e maggiore volatilità, senza una chiara direzione di fondo.
Comparables
nel raffronto tra le principali banche regionali Banco BPM risulta quella più cara sulla base del rapporto Prezzo/Utile mentre è tra quelle più a buon mercato se si considera il Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile); buono il rendimento da dividendi, prossimo al 6% e tra i più elevati nel gruppo di aziende incluse nel campione.
Opportunità
ulteriori recuperi di redditività grazie all'aumento del margine di interesse
Rischi
un rallentamento della crescita economica (o una recessione) potrebbero determinare un incremento degli accantonamenti su crediti
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività che passa dal 5% del 2023 al 2% di lungo periodo; - una crescita delle commissioni al -0,5% nel 2023 e al 2% dal 2024 in poi; - un cost/income ratio in calo dal 62% del 2023 al 61% del 2025 e seguenti; Infine si prevedono: un tax rate stabile al 31% ed un payout in crescita fino al 62%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 5,2 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,25 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.
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19 analisi dal 25 maggio 2008, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.