Diasorin — analisi del settembre 2020
Nonostante i buoni risultati economici e gli elevati livelli di redditività Diasorin sembra quotare a premio sul fair value, la conferma viene anche da un raffronto sui multipli coi principali comparables internazionali.
Profilo societario
Diasorin è un'azienda leader nella produzione di test diagnostici in vitro, destinati a ospedali e laboratori privati. La sua offerta si concentra su due principali ambiti: immunodiagnostica e diagnostica molecolare. All'interno di questi settori, la società commercializza reagenti, materiali di consumo, strumenti, attrezzature e software per supportare la diagnosi di diverse condizioni mediche. Tra queste, malattie infettive, disturbi del metabolismo osseo e minerale, patologie endocrinologiche, ipertensione, oncologia, infezioni gastrointestinali, autoimmunità e danni cardiaci e cerebrali. La maggior parte dei test utilizza la tecnologia a chemiluminescenza, caratterizzata da tempi di elaborazione medi inferiori a un'ora, rendendola più rapida rispetto ai metodi diagnostici tradizionali.
Andamento del titolo
nel I semestre 2020 i ricavi sono aumentati del 9,1% a 382,3 milioni, il margine operativo lordo è passato da 139,3 a 153,6 milioni (+10,3%), il risultato operativo ha raggiunto quota 123,6 milioni (+12,2%) e l'utile netto è salito a 94,7 milioni (+12,8% sul I semestre 2019). La disponibilità di cassa è passata da 172,9 a 190,4 milioni.
Dati finanziari
Nel triennio 2017-2019 Diasorin ha mostrato una crescita del fatturato del 10,8% mentre il margine operativo lordo è cresciuto del 16,4% a 276,8 milioni di Euro in presenza di un Ebitda margin in miglioramento di 1,9 punti. Crescita a due cifre anche per il risultato operativo (+18,1%) e il risultato netto (+25,6%). Gli indici di redditività vedono una crescita di 1,1 punti per il Roi al 32,2% mentre il Roe si attesta al 20,7% in crescita di 1,9 punti sul 2017. Dal punto di vista patrimoniale si registra una disponibilità di cassa di circa 173 milioni, in crescita di oltre 23 milioni nel triennio.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Diasorin fanno parte del paniere Ftse Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Diasorin mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) che riflette la stabilità e anticiclicità del business in cui opera. Negli ultimi 3 anni il titolo Diasorin ha registrato una performance del 94% nettamente superiore al -12,8% dell'indice FTSE Mib; il titolo ha seguito un andamento laterale fino ad aprile 2018 per guadagnare circa il 30% nei due mesi successivi e ritornare sui livelli di inizio periodo con la correzione verificatasi nella seconda metà dell'anno. Nel 2019 il trend è stato quasi esclusivamente rialzista con un progresso di quasi il 60%, mentre nell'anno in corso, dopo un inizio incerto il titolo è quasi raddoppiato tra marzo e maggio per poi iniziare una correzione, tuttora in corso, che ha già bruciato buona parte dei progressi.
Comparables
nella comparazione con le principali aziende quotate operanti nel settore della diagnostica Diasorin risulta la più cara sia sulla base del rapporto Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile) che del Price/Earnings (Prezzo Utili). Piuttosto basso il rendimento da dividendi (inferiore all'1%) anche se in linea con quello medio dei comparables.
Opportunità
lancio di nuovi test rapidi per rilevare influenza stagionale e Covid 19, impiego della cassa disponibile per acquisizioni mirate
Rischi
il focus sull'attuale pandemia potrebbe diminuire la domanda di test per altre patologie
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi che passa dal 13% del 2020 al 4,5% di lungo periodo; - margini sulle vendite in crescita dal 40,5% nel 2020 ed in successivo assestamento al 40% dal 2022; - una redditività operativa (ROI) di lungo periodo del 48,8%. Infine si prevedono un tax rate al 22% ed una progressiva crescita del payout fino al 78%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 92,8 Euro che tende a crescere (ridursi) di 3 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.
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17 analisi dal 11 luglio 2010, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.