Mediolanum — analisi del giugno 2013
Dopo la grande corsa delle quotazioni negli ultimi 12 mesi Mediolanum sembra correttamente valutata anche se resta la società più a buon mercato nell'ambito del risparmio gestito italiano.
Profilo societario
Banca Mediolanum, con sede in Italia, è un'azienda attiva nel settore bancario e finanziario. Le sue operazioni si articolano in vari ambiti, tra cui il Lending, che include servizi bancari per privati e aziende, attività di tesoreria per trading e vendita, nonché gestione patrimoniale e intermediazione al dettaglio. L'istituto offre una vasta gamma di soluzioni, tra cui conti correnti, mutui e finanziamenti, carte di pagamento di diverso tipo (credito, debito e ricaricabili), oltre a prodotti dedicati agli investimenti.
Dati finanziari
Nel triennio 2010-2012 Mediolanum ha mostrato una diminuzione dei premi emessi dell'11,8%) mentre gli altri ricavi sono aumentati del 10% e gli utili da investimenti sono balzati del 37% a quota 1,76. Molto positivo l'andamento del risultato ante imposte (+63,9%) e di quello netto (+42,3%); la redditività del capitale (ROE) è salita di quasi un punto al 24,7%.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Mediolanum fanno parte del paniere FTSE/Mib e rientrano nel segmento Blue Chips Mediolanum mostra una rischiosità superiore alla media del mercato (beta maggiore di 1) riflettendo la dipendenza dei ricavi dall'andamento dei mercati finanziari. Negli ultimi 3 anni il titolo Mediolanum ha registrato una performance positiva (+52,9%) nettamente migliore del -12,4% dell'indice FTSE Mib; il titolo ha seguito abbastanza da vicino il mercato fino a giugno 2012, successivamente è iniziata una fase positiva che ha portato le quotazioni a più che raddoppiare in meno di un anno.
Comparables
tra le principali aziende italiane operanti nel settore del risparmio gestito Mediolanum risulta la più a buon mercato sia sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo Utili) che del Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile), piuttosto contenuto invece il rendimento da dividendi inferiore al 3,5%.
Opportunità
buon andamento della raccolta grazie alle performance della rete commerciale e all'introduzione di prodotti innovativi
Rischi
andamento avverso dei mercati finanziari
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita dei premi emessi e degli altri ricavi che passa dal -15% del 2013 al 3% di lungo periodo; - una redditività degli investimenti stabile al 5% su tutto il periodo di previsione; - un'incidenza degli oneri tecnici in calo al 90% (dal 90,1% del 2012); - un'incidenza delle spese gestionali in calo al 5% (dal 5,1% del 2012); Infine si prevede un tax rate stabile al 26% ed un payout in progressiva miglioramento al 60%; i risultati del modello convergono su un valore per azione di 5 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,43 Euro per ogni punto in più (in meno) del tasso di crescita dei premi emessi come mostrato nella figura seguente.
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