Terna — analisi del ottobre 2023
Nonostante una performance inferiore al mercato nell'ultimo triennio Terna non sembra avere grandi margini di apprezzamento: la società potrà contare sugli investimenti legati alla transizione energetica ma mostra multipli piuttosto elevati.
Profilo societario
Terna è un importante operatore nel settore delle utility, specializzato nella trasmissione di energia elettrica. L'azienda si occupa della gestione dei sistemi elettrici, garantendo l'efficienza e la manutenzione delle infrastrutture, attraverso attività di ingegneria e sviluppo di rete. Il suo ruolo include l'equilibrio tra fornitura e consumo di energia, assicurando un servizio stabile agli utenti finali. Terna opera in due principali aree di attività. Il Core Business si concentra sulla pianificazione, gestione e manutenzione della rete di trasmissione nazionale (RTN) e sulla gestione delle operazioni di spedizione. Il Non-Core Business offre servizi specialistici a terzi, come ingegneria, manutenzione di impianti ad alta tensione, supporto per attrezzature di telecomunicazioni e gestione della rete elettrica in fibra ottica.
Andamento del titolo
nei primi 6 mesi del 2023 i ricavi sono saliti dell’11,6% a 1485,3 milioni di euro, l’EBITDA (margine operativo lordo) è stato di 1019,2 milioni (+7,6% sul 2022), il risultato operativo è salito a 639 milioni (da 607,4 del primo semestre 2022, +5,2%) ed il risultato netto si è attestato a 411,4 milioni (+3,3% sullo stesso periodo del 2022). In crescita infine l’indebitamento finanziario netto a 9458,4 milioni di euro dagli 8576,3 milioni di fine 2022.
Dati finanziari
Nel triennio 2020-2022 Terna ha registrato una crescita dei ricavi del 15,1% mentre il margine operativo lordo è aumentato del 12,5% in presenza di una diminuzione dei margini di 1,6 punti percentuale. Crescita a due cifre anche per il risultato operativo (+12,4%) mentre l'utile netto è passato da 795,3 a 857,7 milioni (+7,9%). La redditività del capitale è diminuita a livello di ROE (in calo di 4,1 punti al 13,9%) mentre il ROI è passato dall'8,7% al 9%. L’indebitamento finanziario netto è diminuito di circa 600 milioni a 8,58 miliardi di Euro con un rapporto debt to equity passato da 2,08 a 1,39.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Terna fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Terna mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) determinata dal fatto di operare in un settore regolamentato che garantisce la stabilità dei ricavi e dei cash flow. Negli ultimi 3 anni il titolo Terna ha registrato una performance positiva (+25,1%) ma inferiore al +52,5% dell'indice FTSE Mib: il trend è stato crescente fino ai massimi di aprile 2022, successivamente è iniziata una correzione proseguita fino a fine ottobre dello stesso anno, seguita da una nuova fase rialzista che ha riavvicinato - ma non superato - i precedenti massimi (maggio 2023); negli ultimi mesi, pur tra alti e bassi, il trend sembra essere tornato moderatamente ribassista.
Comparables
l'unico vero comparable italiano di Terna è Snam, che opera in un regime di regolamentazione simile, in tabella è inclusa anche Italgas che opera anch'essa in regime di concessione anche se con alcune differenze. Terna risulta essere la società più cara sia sulla base del rapporto Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile) che del rapporto Prezzo/Utili, buono il rendimento da dividendi, superiore al 4% ma il più basso tra le aziende incluse nel campione.
Opportunità
benefici dal PNRR per gli investimenti riguardanti la transizione energetica
Rischi
ulteriori incrementi dei tassi di interesse, visto anche l'elevato livello di indebitamento
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi che passa dal 5,5% del 2023 per scendere gradualmente fino al 2% di lungo periodo; - un Ebitda margin in crescita dal 68,8% nel 2023 fino al 69,9% del 2025 e seguenti; - un ROI di lungo periodo dell'8,9% Infine si prevedono un tax rate al 29,25%, un costo del debito in crescita all'1,5% ed un payout in aumento fino all'87%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 7,18 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,2 Euro per ogni punto in più (in meno) dell'Ebitda margin come mostrato nella figura seguente.
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18 analisi dal 19 giugno 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.