Terna — analisi del ottobre 2018
Nonostante l'incremento del rischio Italia che potrebbe penalizzarla, Terna sembra avere buone prospettive di rivalutazione, la società potrà contare su una crescita costante anche se contenuta dei principali indicatori reddituali ed un buon rendimento da
Profilo societario
Terna è un importante operatore nel settore delle utility, specializzato nella trasmissione di energia elettrica. L'azienda si occupa della gestione dei sistemi elettrici, garantendo l'efficienza e la manutenzione delle infrastrutture, attraverso attività di ingegneria e sviluppo di rete. Il suo ruolo include l'equilibrio tra fornitura e consumo di energia, assicurando un servizio stabile agli utenti finali. Terna opera in due principali aree di attività. Il Core Business si concentra sulla pianificazione, gestione e manutenzione della rete di trasmissione nazionale (RTN) e sulla gestione delle operazioni di spedizione. Il Non-Core Business offre servizi specialistici a terzi, come ingegneria, manutenzione di impianti ad alta tensione, supporto per attrezzature di telecomunicazioni e gestione della rete elettrica in fibra ottica.
Andamento del titolo
nei primi 6 mesi del 2018 i ricavi sono saliti del 3,3% a 1080,3 milioni di euro, l’EBITDA (margine operativo lordo) è stato di 814,9 milioni (+2,5%), il risultato operativo è salito a 547,5 milioni (+2,5% dai 534 milioni del primo semestre 2017) ed il risultato netto ha toccato quota 360,2 milioni (+2,5%). L’indebitamento finanziario netto è salito infine a 7,9 miliardi.
Dati finanziari
Nel triennio 2015-2017 Terna ha registrato una crescita dei ricavi dell'8% mentre il margine operativo lordo è aumentato del 4,2% in presenza di una flessione dei margini di 2,6 punti percentuale. In crescita il risultato operativo (+5,4%) mentre l'utile netto è passato da 595,3 a 694,2 milioni (+16,6%) grazie ai minori oneri finanziari e alla diminuzione del tax rate. La redditività del capitale è aumentata frazionalmente sia a livello di ROE (in crescita di 0,3 punti al 18,1%) che di ROI passato dall'8,9% al 9,3%. L’indebitamento finanziario netto è diminuito di circa 200 milioni a 7,8 miliardi con un rapporto debt to equity passato da 2,39 a 2,04.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Terna fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Terna mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) determinata dal fatto di operare in un settore regolamentato che garantisce la stabilità dei ricavi e dei cash flow. Negli ultimi 3 anni il titolo Terna ha registrato una performance negativa (-2,1%) ma migliore del -17,1% dell'indice FTSE Mib: il trend è stato rialzista fino ad aprile 2016, seguito da una correzione nei mesi successivi (minimi di novembre dello stesso anno) ed una nuova fase positiva iniziata a dicembre 2016 con massimi a dicembre dell'anno successivo. Nei primi mesi del 2018 si è assistito ad una nuova correzione con successiva stabilizzazione, specie negli ultimi quattro mesi durante i quali il titolo è riuscito a performare nettamente meglio del mercato.
Comparables
l'unico vero comparable italiano di Terna è Snam, che opera in un regime di regolamentazione simile, in tabella è inclusa anche la controllante Enel che è attiva nello stesso settore (utilities elettricità) anche se con business differenti e maggiormente orientati al mercato. Terna risulta essere nella media sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo/Utili) mentre è la più cara se si considera il Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile), buono il rendimento da dividendi ma il più basso tra le aziende incluse nel campione.
Opportunità
investimenti in "attività non tradizionali" (non regolate) ed espansione all'estero (anche tramite acquisizioni)
Rischi
incremento dei tassi di interesse e del rischio Italia data la notevole esposizione della società al mercato domestico
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi al 2,6% nel 2018, 3% nel 2019 e 2% nel lungo periodo; - un Ebitda margin al 70,6% su tutto il periodo di previsione; - un ROI di lungo periodo del 9% Infine si prevedono un tax rate al 29%, un costo del debito in crescita dall'1,2% all'1,5% ed un payout in aumento fino al 75%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 5,48 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,15 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.
Tutte le analisi su Terna
18 analisi dal 19 giugno 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.