Mediaset — analisi del giugno 2008
Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi delle prospettive future della società leader nella televisione commerciale in Italia
Profilo societario
MFE-MEDIAFOREUROPE è una holding internazionale che si propone come punto di riferimento per l'aggregazione dei principali broadcaster in Europa. Con sede legale ad Amsterdam, nei Paesi Bassi, e residenza fiscale in Italia, MFE-MEDIAFOREUROPE gestisce Mediaset S.p.A. e Grupo Audiovisual Mediaset España Comunicación SAU, entrambe operative nei rispettivi mercati locali. Inoltre, la società detiene una quota di maggioranza nel broadcaster tedesco ProsiebenSat1.
Dati finanziari
Nel triennio 2005-2007 Mediaset ha mostrato una crescita del fatturato del 11% circa mentre il margine operativo lordo è salito del 7,8% a causa di una contrazione dei margini di 1,6 punti. La redditività del capitale si è mantenuta su valori superiori al 20% per quanto riguarda il ROE (che ha beneficiato di un maggiore sfruttamento della leva finanziaria) mentre il ROI è diminuito di otto punti (dal 35,6% al 27,5%). L'indebitamento finanziario netto è andato progressivamente crescendo nel tempo anche in seguito alle acquisizione effettuate con un debt to equity passato da 0,12 a 0,42.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Mediaset fanno parte del paniere S&P/Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Mediaset mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta pari a 0,85) riflettendo la stabilità del business in cui opera. Negli ultimi 3 anni il titolo Mediaset ha registrato una performance negativa (-56,6%) contro il -7% dell'indice Mibtel: l'andamento del triennio è sempre stato più deludente rispetto a quello del mercato con una sostanziale tenuta durante l'iniziale periodo di rialzo del mercato seguita da una fase ribassista che si è accentuata con la crisi partita nell'estate del 2007.
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi che passa dal 8% del 2008 al 2% di lungo periodo; - margini sulle vendite in progressiva diminuzione dal 52% del 2008 al 46% del 2014 ed anni successivi; - un ROI di lungo periodo del 19,4% Infine si prevede un tax rate al 38% su tutto il periodo di previsione, ed un costo del debito medio del 4,5%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 6,1 € che tende a crescere (ridursi) di 0,35 € per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.
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