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Mediaset — analisi del maggio 2019

La riduzione dei costi evidenziata nell'ultima trimestrale consentirà a Mediaset di migliorare la situazione reddituale ma il contesto competitivo della televisione generalista resta molto difficile.

Profilo societario

MFE-MEDIAFOREUROPE è una holding internazionale che si propone come punto di riferimento per l'aggregazione dei principali broadcaster in Europa. Con sede legale ad Amsterdam, nei Paesi Bassi, e residenza fiscale in Italia, MFE-MEDIAFOREUROPE gestisce Mediaset S.p.A. e Grupo Audiovisual Mediaset España Comunicación SAU, entrambe operative nei rispettivi mercati locali. Inoltre, la società detiene una quota di maggioranza nel broadcaster tedesco ProsiebenSat1.

Andamento del titolo

nel primo trimestre 2019 il volume d’affari è passato da 839,2 a 718,2 milioni di Euro (-14,4%), il margine operativo lordo è sceso a 221,3 milioni (-21,9% dai 283,3 milioni del 2018), buona crescita invece per il risultato operativo a 78,5 milioni (da 28,7 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso) grazie ai minori ammortamenti per diritti mentre il risultato netto di competenza del gruppo è passato da 3,5 a 39,8 milioni. Dal punto di vista patrimoniale si è registrata una crescita dell’indebitamento finanziario netto, salito a 791,9 milioni di Euro dai 736,4 milioni di fine 2018.

Dati finanziari

Nel triennio 2016-2018 Mediaset ha registrato una diminuzione dei ricavi del 7,2% mentre il margine operativo lordo è sceso del 9% a seguito di una flessione di 0,6 punti percentuali dell'Ebitda margin; netto miglioramento per il risultato operativo, passato da un rosso di 189,1 ad un saldo positivo di 73,7 milioni, mentre l'utile netto è cresciuto di quasi 800 milioni a quota 587,1 milioni grazie a 550 milioni di proventi straordinari (cessione di EI Towers). Gli indicatori di redditività vedono un miglioramento sia a livello di ROI, salito di 7 punti al 2%, che di ROE, aumentato di 28,8 punti al 19,9%. Dal punto di vista patrimoniale l'indebitamento finanziario netto è diminuito di oltre 400 milioni con il rapporto debt to equity passato da 0,46 a 0,26.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni Mediaset fanno parte del paniere FTSE Italia Mid Cap e rientrano nel segmento Blue Chips. Mediaset mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) riflettendo da un lato la dipendenza dei ricavi dall'andamento del ciclo economico (investimenti pubblicitari) e dall'altro la diversificazione geografica delle attività. Negli ultimi 3 anni il titolo Mediaset ha registrato una performance negativa (-30,1%) contro il +16,1% dell'indice FTSE Mib. Dopo un trend inizialmente negativo, con minimo a novembre 2016 ed una perdita complessiva di oltre il 40%; tra dicembre 2016 e gennaio 2017 il titolo ha rimbalzato violentemente, ritornando in positivo, ma l'andamento è ritornato negativo a partire da febbraio 2017 protraendosi, dopo una fase laterale tra novembre 2017 e maggio 2018, fino a settembre 2018; modesta ripresa da fine 2018.

Comparables

nel raffronto coi principali operatori internazionali nel settore del broadcasting televisivo Mediaset risulta la società più a buon mercato sia sulla base del rapporto Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile) che del Price/Earnings (Prezzo/Utili) anche se quest'ultimo dato potrebbe non essere significativo; anche per l'anno in corso non è stato previsto il pagamento di dividendo .

Opportunità

l'eliminazione del calcio dai palinsesti permetterà notevoli risparmi di costo (soprattutto per quanto riguarda i diritti della Champions League)

Rischi

perdita di quote di mercato della TV generalista a favore dei canali premium ed erosione della quota di raccolta pubblicitaria a vantaggio del canale Internet

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi che passa dal -10% del 2019 allo 0,5% del 2020 e seguenti; - margini in crescita al 35% del 2019 e 36% dal 2020; - un ROI di lungo periodo del 15%. Infine si prevedono: un tax rate al 27,5%, un costo del debito medio di lungo periodo del 2,5% ed un payout in progressiva crescita fino al 90%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 2,99 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,18 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.

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20 analisi dal 11 maggio 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.

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