Mediaset — analisi del giugno 2009
Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi delle prospettive future della società leader nella televisione commerciale in Italia
Profilo societario
MFE-MEDIAFOREUROPE è una holding internazionale che si propone come punto di riferimento per l'aggregazione dei principali broadcaster in Europa. Con sede legale ad Amsterdam, nei Paesi Bassi, e residenza fiscale in Italia, MFE-MEDIAFOREUROPE gestisce Mediaset S.p.A. e Grupo Audiovisual Mediaset España Comunicación SAU, entrambe operative nei rispettivi mercati locali. Inoltre, la società detiene una quota di maggioranza nel broadcaster tedesco ProsiebenSat1.
Dati finanziari
Nel triennio 2006-2008 Mediaset ha mostrato una crescita del fatturato del 13,5% mentre il margine operativo lordo è salito del 11,7% a causa di una contrazione dei margini lordi di circa 1 punto, sono invece diminuiti sia il risultato operativo (-4,9%) che quello netto (-14,6%). La redditività del capitale, seppur in calo, si è mantenuta su valori superiori al 20% sia per quanto riguarda il ROE che il ROI. A livello patrimonioniale si segnala una progressiva crescita dell'indebitamento finanziario netto, a seguito delle acquisizione effettuate, con un debt to equity passato da 0,19 a 0,49.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Mediaset fanno parte del paniere FTSE/Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Mediaset mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta pari a 0,69) riflettendo la stabilità del business in cui opera. Negli ultimi 3 anni il titolo Mediaset ha registrato una performance negativa (-56,3%) contro il -44,8% dell'indice FTSE Italia All-Share: l'andamento del triennio ha mostrato una costante sottoperformance, a partire dall'iniziale periodo di crescita degli indici, durato fino a maggio 2007, nel quale il titolo ha accumulato invece una perdita di quasi il 10%, per proseguire con la fase di crisi nei mercati (anche se dall'autunno 2008 ha saputo contenere le perdite riducendo il gap accumulato); la ripresa iniziata a marzo 2009 è stata poi più debole di quella media degli indici.
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi negativa nel 2009 (-6%) che torna positiva a partire dal 2010 e si stabilizza al 2% nel lungo periodo; - margini sulle vendite in progressiva diminuzione fino al 44% del 2012 ed anni successivi; - un ROI di lungo periodo del 15,5% Infine si prevede un tax rate al 38% su tutto il periodo di previsione, ed un costo del debito medio del 5%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 4,3 € che tende a crescere (ridursi) di 0,35 € per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.
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20 analisi dal 11 maggio 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.