Hera — analisi del maggio 2019
Dopo una buona performance nell'ultimo triennio Hera sembra leggermente a premio sul fair value, la società proseguirà nell'implementazione del piano industriale che punta ad un ulteriore incremento dei margini lordi ma i multipli sono piuttosto elevati.
Profilo societario
Hera S.p.A., opera nei settori energia, ambiente e acqua. Le sue attività principali sono organizzate in cinque aree: Gas, Elettricità, Ciclo Idrico Integrato, Ambiente e Altri Servizi. Nel comparto Gas, l'azienda si occupa di distribuzione e vendita di metano e GPL, oltre che di teleriscaldamento e gestione del calore. Per quanto riguarda l'Elettricità, Hera si dedica alla produzione, distribuzione e vendita di energia elettrica. Il Ciclo Idrico Integrato comprende servizi legati alla gestione delle risorse idriche, alla depurazione e alle fognature. Nell'ambito Ambiente, l'azienda si concentra su raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti. Infine, il settore Altri Servizi copre illuminazione pubblica, telecomunicazioni e altre attività secondarie.
Dati finanziari
Nel triennio 2016-2018 Hera ha mostrato una crescita dei ricavi del 36,2% mentre il margine operativo lordo è aumentato del 12,5% in presenza di una diminuzione dei margini di oltre 3 punti percentuali. Crescita a due cifre anche per il risultato operativo (+11,6% a 510,1 milioni) e dell'utile netto (passato da 220,4 a 296,6,2 milioni, +34,6%). La redditività del capitale vede il ROE in crescita di 1,8 punti al 10,4% mentre il ROI passa dall'8,9% al 9,4%. L'indebitamento finanziario netto è cresciuto di circa 30 milioni con un debt to equity in calo a quota 0,91.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Hera fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Hera mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) dovuta alla presenza in settori regolamentati e caratterizzati dalla stabilità dei cash flow. Negli ultimi 3 anni il titolo Hera ha registrato una performance positiva (+28,4%) e superiore al +17,1% dell'indice FTSE Mib: il titolo ha avuto un trend inizialmente negativo arrivando a perdere il 25% a dicembre 2016, successivamente è iniziata una ripresa che, nel giro di un anno, ha permesso di riavvicinare l'indice (massimi di dicembre 2017) seguita da una nuova fase correttiva di circa 12 mesi ed una nuova ripresa a partire da fine 2018.
Comparables
tra le ex-municipalizzate quotate a Piazza Affari Hera risulta tra le più care sia sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo Utili) che del multiplo Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile), piuttosto contenuto il rendimento da dividendi, poco sopra il 3% ed il più basso tra le aziende incluse nel campione.
Opportunità
ambizioso piano industriale che punta a raggiungere un Ebitda di 1,13 miliardi di Euro entro il 2021
Rischi
incertezze regolamentari nel business dell'acqua e aumento dei tassi di interesse
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi al -2% nel 2019 che torna positiva (+2%) nel biennio successivo e si riporta all'1,5% nel lungo periodo; - margini sulle vendite in crescita dal 16,1% del 2019 al 16,3% del 2021 e seguenti; - un ROI di lungo periodo dell'11,2%; Infine si prevedono un tax rate al 30,5%, un costo del debito medio del 4,25% ed un payout in progressiva crescita fino all'85% di lungo periodo. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 3,03 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,45 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.
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10 analisi dal 22 settembre 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.