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Hera — analisi del aprile 2022

Hera sembra avere un fair value in linea con i prezzi di mercato, la società potrà contare su un ambizioso piano industriale ma i multipli non sono particolarmente attraenti.

Profilo societario

Hera S.p.A., opera nei settori energia, ambiente e acqua. Le sue attività principali sono organizzate in cinque aree: Gas, Elettricità, Ciclo Idrico Integrato, Ambiente e Altri Servizi. Nel comparto Gas, l'azienda si occupa di distribuzione e vendita di metano e GPL, oltre che di teleriscaldamento e gestione del calore. Per quanto riguarda l'Elettricità, Hera si dedica alla produzione, distribuzione e vendita di energia elettrica. Il Ciclo Idrico Integrato comprende servizi legati alla gestione delle risorse idriche, alla depurazione e alle fognature. Nell'ambito Ambiente, l'azienda si concentra su raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti. Infine, il settore Altri Servizi copre illuminazione pubblica, telecomunicazioni e altre attività secondarie.

Dati finanziari

Nel triennio 2019-2021 Hera ha mostrato una crescita dei ricavi del 47,2% mentre il margine operativo lordo è aumentato del 12,8% in presenza di una diminuzione dei margini di 3,4 punti percentuali. Buona crescita anche per il risultato operativo (+12,8% a 611,7 milioni) mentre l'utile netto è passato da 402 a 372,7 milioni (-7,3%). La redditività del capitale vede il ROE in calo di 2,5 punti al 10,9% mentre il ROI passa dall'8,6% al 9,2%. L'indebitamento finanziario netto è rimasto sostanzialmente invariato nel periodo con un debt to equity passato da 1,09 a 0,95.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni Hera fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Hera mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) dovuta alla presenza in settori regolamentati e caratterizzati dalla stabilità dei cash flow. Negli ultimi 3 anni il titolo Hera ha registrato una performance positiva (+13,6%) in linea con il +11,6% dell'indice FTSE Mib: le azioni hanno avuto un iniziale trend positivo che è proseguito fino a febbraio 2020. La correzione dovuta allo scoppio della pandemia ha riportato, in circa un mese, i prezzi sui livelli di inizio periodo e, dopo una breve ripresa, è stato toccato un minimo a fine ottobre dello stesso anno; da allora è iniziata una ripresa che è continuata fino ad agosto 2021 seguita da una lenta fase correttiva che sembra essersi arrestata nelle ultime settimane.

Comparables

tra le ex-municipalizzate quotate a Piazza Affari Hera risulta la più cara sia sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo Utili) che del Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile), piuttosto contenuto il rendimento da dividendi, poco sopra il 3% ed il più basso tra le aziende incluse nel campione.

Opportunità

ambizioso piano industriale che punta a raggiungere un Ebitda di 1,4 miliardi di Euro entro il 2025 ed incrementare i dividendi fino a 14,5 centesimi nel 2025

Rischi

i notevoli investimenti necessari per finanziare lo sviluppo e la transizione ecologica (in media 770 milioni annui) porteranno ad un aumento dell'indebitamento e degli oneri finanziari

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi che passa dal -13,5% del 2022 al 2% di lungo periodo; - Ebitda margin in crescita fino al 14,1% del 2023 e seguenti; - un ROI di lungo periodo del 9,5%; Infine si prevedono un tax rate al 26,5%, un costo del debito medio del 3,85% ed un payout in progressiva crescita fino all'85% di lungo periodo. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 3,67 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,7 Euro per ogni punto in più (in meno) dell'Ebitda margin come mostrato nella figura seguente.

Tutte le analisi su Hera

10 analisi dal 22 settembre 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.

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