Hera — analisi del aprile 2023
Dopo una fase particolarmente difficile nella seconda metà del 2022, Hera sembra avere discrete possibilità di apprezzamento anche alla luce del Piano Industriale e degli investimenti per la transizione energetica.
Profilo societario
Hera S.p.A., opera nei settori energia, ambiente e acqua. Le sue attività principali sono organizzate in cinque aree: Gas, Elettricità, Ciclo Idrico Integrato, Ambiente e Altri Servizi. Nel comparto Gas, l'azienda si occupa di distribuzione e vendita di metano e GPL, oltre che di teleriscaldamento e gestione del calore. Per quanto riguarda l'Elettricità, Hera si dedica alla produzione, distribuzione e vendita di energia elettrica. Il Ciclo Idrico Integrato comprende servizi legati alla gestione delle risorse idriche, alla depurazione e alle fognature. Nell'ambito Ambiente, l'azienda si concentra su raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti. Infine, il settore Altri Servizi copre illuminazione pubblica, telecomunicazioni e altre attività secondarie.
Dati finanziari
Nel triennio 2020-2022 Hera ha mostrato, anche a seguito dell'aumento dei prezzi dell'energia, una crescita dei ricavi del 173,4% mentre il margine operativo lordo (Ebitda) è aumentato del 6,9% in presenza di una diminuzione dei margini di 9,1 punti percentuali. Andamento negativo per il risultato operativo (3,2% a 533,8 milioni) mentre l'utile netto è passato da 322,8 a 305,3 milioni (-5,4%). La redditività del capitale vede il ROE in calo di 1,9 punti all'8,4% mentre il ROI passa dall'8,6% al 6,8%. L'indebitamento finanziario netto è aumentato di 1022,8 milioni nel periodo, con un debt to equity passato da 1,02 a 1,17.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Hera fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Hera mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) dovuta alla presenza in settori regolamentati e caratterizzati dalla stabilità dei cash flow. Negli ultimi 3 anni il titolo Hera ha registrato una performance negativa (-19,8%) nettamente inferiore al +56,8% dell'indice FTSE Mib: le azioni hanno avuto un iniziale trend negativo che è proseguito fino ad ottobre 2020; in seguito è iniziata una ripresa che è continuata fino ad agosto 2021 seguita da una lenta fase correttiva durata fino a maggio 2022. Tra giugno ed ottobre dello stesso anno il trend è stato decisamente negativo e solo tra fine ottobre e novembre c'è stato un parziale recupero; andamento laterale nei primi mesi del 2023.
Comparables
tra le ex-municipalizzate quotate a Piazza Affari Hera risulta la più cara sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo Utili) mentre è nella media per quanto riguarda il Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile), piuttosto contenuto il rendimento da dividendi, inferiore al 5% ed il più basso tra le aziende incluse nel campione.
Opportunità
ambizioso piano industriale che punta a raggiungere un Ebitda di 1,5 miliardi di Euro entro il 2026 ed incrementare i dividendi fino a 15 centesimi nel 2025
Rischi
i notevoli investimenti necessari per finanziare lo sviluppo e la transizione ecologica (in media 780 milioni annui) porteranno ad un aumento dell'indebitamento e degli oneri finanziari
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una diminuzione dei ricavi del 31,5% nel 2023 che torna positiva al 2% a partire dal 2024; - Ebitda margin in crescita fino al 9,3% del 2024 e seguenti; - un ROI di lungo periodo del 7,9%; Infine si prevedono un tax rate al 26,5%, un costo del debito medio del 3,5% ed un payout in progressiva crescita fino al 77% di lungo periodo. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 3,19 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,52 Euro per ogni mezzo punto in più (in meno) dell'Ebitda margin come mostrato nella figura seguente.
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10 analisi dal 22 settembre 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.