Hera — analisi del aprile 2020
Nonostante le forte correzione registrata tra febbraio e marzo Hera sembra essere correttamente valutata dal mercato, la società può contare su un ambizioso piano industriale ma la recessione economica potrebbe renderlo di difficile realizzazione.
Profilo societario
Hera S.p.A., opera nei settori energia, ambiente e acqua. Le sue attività principali sono organizzate in cinque aree: Gas, Elettricità, Ciclo Idrico Integrato, Ambiente e Altri Servizi. Nel comparto Gas, l'azienda si occupa di distribuzione e vendita di metano e GPL, oltre che di teleriscaldamento e gestione del calore. Per quanto riguarda l'Elettricità, Hera si dedica alla produzione, distribuzione e vendita di energia elettrica. Il Ciclo Idrico Integrato comprende servizi legati alla gestione delle risorse idriche, alla depurazione e alle fognature. Nell'ambito Ambiente, l'azienda si concentra su raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti. Infine, il settore Altri Servizi copre illuminazione pubblica, telecomunicazioni e altre attività secondarie.
Dati finanziari
Nel triennio 2017-2019 Hera ha mostrato una crescita dei ricavi del 21,3% mentre il margine operativo lordo è aumentato del 10,2% in presenza di una diminuzione dei margini di 1,5 punti percentuali. Crescita a due cifre anche per il risultato operativo (+17,7% a 542,5 milioni) e dell'utile netto (passato da 266,8 a 402 milioni, +50,7%). La redditività del capitale vede il ROE in crescita di 3,5 punti al 13,4% mentre il ROI passa dall'8,8% all'8,6%. L'indebitamento finanziario netto è cresciuto di circa 750 milioni con un debt to equity passato da 0,93 1,09.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Hera fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Hera mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) dovuta alla presenza in settori regolamentati e caratterizzati dalla stabilità dei cash flow. Negli ultimi 3 anni il titolo Hera ha registrato una performance positiva (+22,3%) e nettamente superiore al -21,5% dell'indice FTSE Mib: inizialmente (maggio 2017 - dicembre 2019) il titolo è rimasto confinato in una fascia laterale durante il quale è riuscito comunque a sovraperformare di circa 15 punti il mercato. In seguito è iniziato un trend crescente che è durato oltre un anno fino ai massimi di febbraio 2020; la successiva forte correzione ha riportato i prezzi sui livelli di aprile 2019 mantenendo però sempre un notevole margine sull'indice di riferimento.
Comparables
tra le ex-municipalizzate quotate a Piazza Affari Hera risulta la più cara sia sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo Utili) che del multiplo Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile), piuttosto contenuto il rendimento da dividendi, poco sopra il 3% ed il più basso tra le aziende incluse nel campione.
Opportunità
ambizioso piano industriale che punta a raggiungere un Ebitda di 1,25 miliardi di Euro entro il 2023
Rischi
prolungata recessione economica che, nel lungo termine, potrebbe impattare anche sui consumi di energia e acqua
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi che passa dal 4% del 2020 all'1,5% di lungo periodo; - margini sulle vendite in crescita dal 14,5% del 2020 al 15% del 2022 e seguenti; - un ROI di lungo periodo del 10,4%; Infine si prevedono un tax rate al 29,5%, un costo del debito medio del 3,75% ed un payout in progressiva crescita fino all'85% di lungo periodo. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 3,55 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,55 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.
Tutte le analisi su Hera
10 analisi dal 22 settembre 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.