Salvatore Ferragamo — analisi del maggio 2025
Dopo un triennio molto difficile, sia come performance borsistiche che come risultati finanziari, Salvatore Ferragamo non vede ancora una chiara prospettiva di inversione del trend ed anche il fair value sembra confermare questa ipotesi.
Profilo societario
Salvatore Ferragamo è un rinomato operatore nel settore della moda. L'azienda si dedica alla progettazione, sviluppo e produzione di calzature e articoli tessili, offrendo una vasta gamma di prodotti che include calzature, pelletteria, abbigliamento e accessori per uomo e donna. Tra i suoi articoli rientrano anche profumi e occhiali, distribuiti sia con il marchio Salvatore Ferragamo che con licenza Ungaro. I prodotti sono venduti attraverso una rete di negozi monomarca, gestiti direttamente o da terzi, oltre a grandi magazzini e boutique multimarca. L'attività della società si estende anche alla concessione in licenza del marchio Ferragamo, alla gestione immobiliare, ai servizi di noleggio e alla consulenza tecnica in collaborazione con il gruppo Zegna. Salvatore Ferragamo S.p.A. opera su scala internazionale, con una presenza consolidata in Europa, Nord America, Giappone, Asia-Pacifico e America Latina.
Andamento del titolo
per il primo trimestre 2025 la società ha comunicato i soli dati relativi ai ricavi che sono diminuiti del 2,6% a 221 milioni di Euro (-1% a tassi di cambio costanti), l'andamento è stato particolarmente negativo nell'area Asia Pacifico (-13%) mentre sono risultate in crescita Europa (+9,1%), Nord America (+3,7%) e Giappone (+4,1%).
Dati finanziari
Nel triennio 2022-2024 Salvatore Ferragamo ha registrato una diminuzione dei ricavi del 16,7% mentre il margine operativo lordo è diminuito del 28% con una riduzione di 3,2 punti percentuale dell'Ebitda margin; il risultato operativo è passato da 127,9 a -49 milioni, stessa sorte per l'utile netto crollato da 65,4 a -68,1 milioni di Euro. La redditività del capitale investito (ROI) è scesa di 17,4 punti al -4,4% mentre il ROE è passato dall'8,4% al -11%. Forte incremento per l'indebitamento finanziario netto (+299,5 milioni a 503,6 milioni) con il debt to equity balzato da 0,26 a 0,81.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Salvatore Ferragamo fanno parte del paniere Ftse Italia Mid Cap e rientrano nel segmento Blue Chips. Salvatore Ferragamo mostra una rischiosità superiore alla media del mercato (beta maggiore di 1) dovuta alla particolare caratteristica dei beni di lusso di essere "non di prima necessità" e quindi a domanda variabile. Negli ultimi 3 anni il titolo Ferragamo ha registrato una performance molto negativa (-65,9%), nettamente inferiore al +63,4% dell'indice Ftse Mib: dopo una iniziale fase laterale negli ultimi mesi del 2022, il titolo ha toccato un massimo di periodo a gennaio 2023. Da allora è iniziato un trend negativo che non si è ancora arrestato, anche se sembra essere rallentato negli ultimi mesi.
Comparables
tra le principali società quotate in Italia operanti nel settore del lusso, Salvatore Ferragamo è tra quelle più a buon mercato se si considera il rapporto Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile) mentre non è significativo il ratio Prezzo/Utili avendo chiuso in rosso l'ultimo esercizio; nessuna distribuzione di dividendi nell'ultimo anno a differenza degli altri comparables.
Opportunità
unicità ed esclusività dell'offerta, caratterizzata dalla tipica artigianalità del Made in Italy
Rischi
la guerra dei dazi potrebbe portare ulteriore pressione sui margini del settore (il Nord America pesa per circa il 30% sui ricavi del Gruppo)
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - un tasso di crescita dei ricavi al -1% nel 2025 che sale al 5,5% nell'anno successivo per riportarsi al 4% nel lungo periodo; - Ebitda margin in crescita dal 21% del 2025 al 23% del 2029 ed anni successivi; - una redditività operativa (ROI) di lungo periodo del 9,7% Infine si prevedono un tax rate in calo al 27,5% ed un payout in crescita fino al 61%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 5,3 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,9 Euro per ogni punto in più (in meno) dell'Ebitda margin come mostrato nella figura seguente.
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13 analisi dal 23 giugno 2014, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.