Finmeccanica — analisi del dicembre 2012
Dopo le forti perdite del 2011 Finmeccanica sembra aver ritrovato la via dell'utile ed è stata ripagata con una buona performance da inizio anno in borsa, i margini di crescita sono ancora consistenti.
Profilo societario
Leonardo è un'azienda che opera nei settori Aerospaziale, Difesa e Sicurezza. Con una presenza significativa sia a livello nazionale che internazionale, l'azienda è attiva in mercati come Italia, Regno Unito, Stati Uniti e Polonia. Leonardo è strutturata in sette principali aree operative: Elicotteri, Difesa e Sicurezza, Elettronica, Aeronautica, Spazio, Sistemi di Difesa e Altre attività. Il gruppo collabora anche con società controllate e joint venture, tra cui DRS Technologies Group, specializzato in prodotti per la difesa e supporto integrato; Telespazio Group, noto per i suoi servizi satellitari; Thales Alenia Space Group, impegnato nella fabbricazione di tecnologie spaziali; MBDA Group, leader nei sistemi missilistici; GIE ATR, specializzato nella produzione di aerei regionali; e Sistemi Dinamici SpA.
Andamento del titolo
nei primi nove mesi del 2012 i ricavi sono calati dello 0,6% a 12184 milioni di Euro mentre l'Ebita è passato da un rosso di 188 milioni ad un saldo positivo di 741; bene anche il risultato netto a 146 milioni dai -324 milioni del 2011. I nuovi ordini acquisiti sono stati pari a 10652 milioni (+0,1% sul corrispondente periodo del 2011) con un portafoglio complessivo che ha raggiunto i 44,7 miliardi di Euro (-0,2%). Dal punto di vista patrimoniale si registra un incremento dell'indebitamento finanziario netto salito da 4665 milioni di euro a 4853 milioni.
Dati finanziari
Nel triennio 2009-2011 Finmeccanica ha mostrato una flessione del fatturato dell'1,7% mentre il margine operativo lordo è passato da un risultato positivo di 2119 milioni ad un rosso di 605 milioni con una riduzione dei margini di oltre 15 punti percentuali; il risultato operativo è peggiorato di oltre 3,7 miliardi a -2,38 miliardi mentre l'utile netto è passato da +718 a -2306 milioni. La redditività del capitale investito (ROI) ha perso oltre 40 punti percentuali al -29,7% mentre il ROE è sceso di oltre 60 punti al -50%. In crescita l'indebitamento finanziario netto con il rapporto debt to equity che è passato da 0,47 a 0,75.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Finmeccanica fanno parte del paniere Ftse Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Finmeccanica mostra una rischiosità in linea con il mercato (beta prossimo a 1) riflettendo da un lato la diversificazione delle attività e dall'altro il fatto di operare in un business condizionato dalle commesse pubbliche e dal ciclo degli investimenti. Negli ultimi 3 anni il titolo Finmeccanica ha registrato una performance negativa (-63,5%) rispetto al -30,1% dell'indice Ftse Mib: il titolo ha avuto un andamento sempre inferiore a quello del mercato con una flessione particolarmente accentuata nel periodo maggio - agosto 2011 in cui ha perso oltre metà del proprio valore, positiva invece la performance da inizio 2012.
Comparables
tra le società operanti nel settore della difesa Finmeccanica è la più a buon mercato sulla base del rapporto Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile) mentre non è significativo il rapporto Price/Earnings (Prezzo Utili). A causa delle perdite dell'esercizio 2011 non sono stati distribuiti dividendi nel corso del 2012.
Opportunità
la ristrutturazione aziendale sembra dare i primi frutti con una ripresa della redditività nei primi mesi del 2012
Rischi
tagli nelle commesse del settore difesa da parte di molti paesi a seguito della crisi economica, inchieste ancora in corso su alcuni contratti ottenuti dalla precedente gestione
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una diminuzione dei ricavi del 4% nel 2012 che torna positiva al 2% nel 2013 e al 3% a partire dal 2014; - margini sulle vendite in crescita al 9% nel 2012 e 9,7% nel 2013 e seguenti; - una redditività operativa (ROI) di lungo periodo dell'8,5% Infine si prevedono un tax rate al 37%, un costo del debito medio in diminuzione al 7,5% ed un payout in progressiva crescita al 40%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 5,2 Euro che tende a crescere (ridursi) di 1,5 Euro per ogni mezzo punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.
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