A2A — analisi del gennaio 2023
Dopo la forte flessione degli ultimi 12 mesi A2A sembra avere buoni margini di apprezzamento, la società potrà beneficiare dello sviluppo nei business rinnovabili e nell'idrogeno ma potrebbe essere penalizzata sul mercato del gas.
Profilo societario
A2A S.p.A. è una Life Company impegnata nei settori strategici per la transizione energetica e l'economia circolare. Per quanto riguarda la transizione energetica, l'azienda gestisce un portafoglio di impianti con capacità di generazione pari a 9,7 GW, ripartiti tra 6,7 GW termoelettrici, 1,9 GW idroelettrici, 0,6 GW tra solare ed eolico, e 0,5 GW di compensatori sincroni. I suoi servizi raggiungono circa 1,9 milioni di clienti per l'elettricità e 1,6 milioni per il gas. Inoltre, A2A si occupa della distribuzione di energia tramite una rete con un valore complessivo di asset regolati (RAB) pari a 3,1 miliardi di euro. Tra le altre attività, l'azienda offre soluzioni di illuminazione pubblica, progetti di efficienza energetica, iniziative per le Smart City e servizi legati alla mobilità elettrica.
Andamento del titolo
nei primi nove mesi del 2022 i ricavi sono passati da 6445 a 16869 milioni di Euro (+161,7%), il margine operativo lordo è cresciuto del 20,2% a 1148 milioni, il risultato operativo è salito del 23,1% a 561 milioni mentre l'utile netto è passato da 394 a 461 milioni (+17%). In crescita infine l'indebitamento finanziario netto, salito a 4911 milioni di Euro (+798 milioni da fine 2021), dopo investimenti per 802 milioni (+25%).
Dati finanziari
Nel triennio 2019-2021 A2A ha mostrato una crescita dei ricavi del 57,7% mentre il margine operativo lordo è aumentato del 15,7% a seguito di una riduzione di 4,5 punti percentuali della marginalità. Flessione anche per il risultato operativo a 660 milioni (-3,9%), mentre il risultato netto è passato da 393 a 550 milioni (+40%) grazie alla diminuzione di oneri finanziari e imposte. La redditività del capitale vede il ROE in crescita di 2 punti al 12,8% mentre il ROI è sceso di 2,3 punti al 7,8%. L'indebitamento finanziario netto è cresciuto nel periodo di 959 milioni a 4,11 miliardi con un debt to equity passato da 0,86 a 0,96.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni A2A fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. A2A mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) grazie alla presenza in settori regolamentati e caratterizzati dalla stabilità dei cash flow. Negli ultimi 3 anni il titolo A2A ha registrato una performance del -26,7% inferiore al +4,3% dell'indice FTSE Mib: dopo un iniziale massimo a febbraio 2020 il titolo ha subito una forte contrazione, dovuta allo scoppio della pandemia, la successiva ripresa è stata meno decisa di quella dell'indice, con il divario che si è progressivamente allargato fino ad ottobre 2020. Da novembre il recupero è stato più deciso e il titolo ha potuto riagganciare l'indice ad agosto 2021 ma, dopo un secondo massimo ad ottobre, le azioni hanno iniziato un trend riflessivo che le ha portate a perdere circa il 50% del valore in un anno (minimi di ottobre 2022). Buon recupero tra ottobre e novembre seguito da un rallentamento nelle ultime settimane.
Comparables
tra le ex-municipalizzate quotate a Piazza Affari A2A risulta tra quelle più a buon mercato sia sulla base del Price/Earnings (Prezzo/Utili) che del Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile), buono il rendimento da dividendi, superiore al 6% e secondo solo ad Iren tra le aziende incluse nel campione.
Opportunità
acquisizione ed integrazione di multi-utilities locali di medio-piccole dimensioni, sviluppo nelle energie rinnovabili e nella filiera dei carburanti puliti (idrogeno)
Rischi
condizioni più difficili nei contratti di approvvigionamento del gas che potrebbero impattare negativamente sul capitale circolante netto
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi al 100% del 2022 che passa in negativo nel biennio successivo per stabilizzarsi al 2,5% nel lungo periodo; - Ebitda margin che passa dal 6,3% del 2022 al 10,3% del 2024 e seguenti; - un ROI di lungo periodo del 7,5%; Infine si prevedono un tax rate del 31%, un costo del debito medio del 2,5% ed un payout in progressiva crescita fino al 72%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 1,74 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,29 Euro per ogni mezzo punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.
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12 analisi dal 11 gennaio 2015, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.