A2A — analisi del gennaio 2021
Nonostante i multipli contenuti A2A non sembra avere grandi opportunità di rivalutazione, i risultati dei primi 9 mesi del 2020 inducono alla prudenza così come il rischio che termini la fase di tassi di interesse calanti che ha sostenuto le quotazioni.
Profilo societario
A2A S.p.A. è una Life Company impegnata nei settori strategici per la transizione energetica e l'economia circolare. Per quanto riguarda la transizione energetica, l'azienda gestisce un portafoglio di impianti con capacità di generazione pari a 9,7 GW, ripartiti tra 6,7 GW termoelettrici, 1,9 GW idroelettrici, 0,6 GW tra solare ed eolico, e 0,5 GW di compensatori sincroni. I suoi servizi raggiungono circa 1,9 milioni di clienti per l'elettricità e 1,6 milioni per il gas. Inoltre, A2A si occupa della distribuzione di energia tramite una rete con un valore complessivo di asset regolati (RAB) pari a 3,1 miliardi di euro. Tra le altre attività, l'azienda offre soluzioni di illuminazione pubblica, progetti di efficienza energetica, iniziative per le Smart City e servizi legati alla mobilità elettrica.
Andamento del titolo
nei primi nove mesi del 2020 i ricavi sono diminuiti del 10,7% a 4805 milioni di Euro, il margine operativo lordo è sceso del 7,2% a 822 milioni mentre il risultato operativo è passato da 452 a 400 milioni (-11,5%), flessione a due cifre anche per l’utile netto che diminuisce del 12,4% a 219 milioni. In crescita infine l’indebitamento finanziario netto, salito a 3381 milioni di Euro dai 3249 milioni di fine 2019.
Dati finanziari
Nel triennio 2017-2019 A2A ha mostrato una crescita dei ricavi del 26,4% mentre il margine operativo lordo è salito del 2,9% a seguito di una riduzione di 3,8 punti percentuali della marginalità. Flessione per il risultato operativo, -3,2% a 687 milioni, mentre il risultato netto è passato da 299 a 393 milioni (+31,4%). La redditività del capitale vede il ROE in crescita di 0,8 punti al 10,8% mentre il ROI è sceso di 1,3 punti al 10,1%. L'indebitamento finanziario netto è diminuito nel periodo di 72 milioni a 3,15 miliardi con un debt to equity passato da 1,07 a 0,86.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni A2A fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. A2A mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) grazie alla presenza in settori regolamentati e caratterizzati dalla stabilità dei cash flow. Negli ultimi 3 anni il titolo A2A ha registrato una performance del -15,5% inferiore al -4% dell'indice FTSE Mib: il titolo è rimasto in fase laterale, con una performance sostanzialmente nulla, durante il 2018 mentre è salito durante il 2019 e le prime settimane del 2020, riuscendo a sovraperformare il mercato. La brusca correzione, dovuta allo scoppio della pandemia, è stata più ampia di quella del mercato, con una riduzione dei prezzi del 45% in circa un mese, anche la successiva ripresa è stata meno decisa di quella dell'indice, con il divario che si è progressivamente allargato.
Comparables
tra le ex-municipalizzate quotate a Piazza Affari A2A risulta la società più a buon mercato sulla base del Price/Earnings (Prezzo/Utili) mentre è seconda solo a Iren se si considera il Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile), buono il rendimento da dividendi, prossimo al 6% ed il più elevato tra le aziende incluse nel campione.
Opportunità
integrazione ed acquisizione di multi-utilities locali di medio-piccole dimensioni, sviluppo nelle energie rinnovabili e nella filiera dei carburanti puliti (idrogeno)
Rischi
incremento dei tassi di interesse
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi che passa dal -7,5% del 2020 al 4,5% del 2021, per stabilizzarsi al 2,5% nel lungo periodo; - Ebitda margin in lieve diminuzione al 16,7% del 2022 e seguenti; - un ROI di lungo periodo dell'8%; Infine si prevedono un tax rate del 32,5%, un costo del debito medio del 3% ed un payout in progressiva crescita fino al 72%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 1,24 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,12 Euro per ogni mezzo punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.
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12 analisi dal 11 gennaio 2015, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.