Interpump — analisi del settembre 2019
Dopo il forte rialzo nell'ultimo triennio, Interpump sembra quotare a premio sul fair value, la società ha saputo perseguire una efficace strategia di crescita attraverso acquisizioni che potrebbe proseguire anche in futuro ma i multipli sono elevati.
Profilo societario
Interpump Group è specializzata nella progettazione e vendita di pompe a pistoni per applicazioni ad alta e altissima pressione, nonché di sistemi avanzati di pompaggio. L'azienda produce una vasta gamma di componenti idraulici, inclusi cilindri, prese di forza, pompe a ingranaggi, valvole, tubi e raccordi idraulici, commercializzati con marchi noti come Hydrocar, PZB, Muncie e Penta. Le operazioni di Interpump si suddividono in due principali segmenti: il settore idraulico e quello dedicato ai sistemi di pompaggio per trivellazione a getto d'acqua. Il settore idraulico si focalizza sulla produzione e distribuzione di componenti per veicoli industriali e altre applicazioni. Il settore legato alla trivellazione ad acqua si occupa della realizzazione di pompe ad alta pressione e di soluzioni utilizzate in svariati settori industriali, tra cui quello alimentare, cosmetico e farmaceutico, con marchi come Bertoli, Inoxpa e Mariotti & Pecini. Interpump opera inoltre attraverso Fluid System 80.
Andamento del titolo
nei primi sei mesi del 2019 i ricavi sono aumentati del 9,3% a 703,2 milioni di Euro, il margine operativo lordo è stato di 162,2 milioni (+10,5%) ed il risultato operativo ha raggiunto i 128,3 milioni (+5,4%); in calo risultato netto di competenza del gruppo a 92,2 milioni di Euro (-2,2%) a causa del venir meno di oltre 11 milioni di poste straordinarie.
Dati finanziari
Nel triennio 2016-2018 Interpump ha registrato, anche grazie alle acquisizioni effettuate, una crescita dei ricavi del 38,6% mentre il margine operativo lordo è aumentato del 45,3% in presenza di un incremento di un punto percentuale della marginalità; il risultato operativo è passato da 153,5 a 236,6 milioni (+54,1%) mentre il risultato netto è salito dell'84,4% a 173,9 milioni favorito anche da alcuni componenti straordinari (contabilizzazione del badwill). La redditività del capitale investito (ROI) è aumentata di 4 punti al 20,5% mentre il ROE è salito di 6,1 punti al 20%. L'indebitamento finanziario netto è cresciuto di oltre 30 milioni a 287,3 milioni di Euro ma il rapporto debt to equity è sceso passando da 0,38 a 0,33.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Interpump fanno parte del paniere Ftse Italia Star e Ftse Italia Mid Cap. Interpump mostra una rischiosità in linea con la media del mercato (beta uguale a 1) indice da un lato della buona diversificazione geografica delle attività e dall'altro dell'esposizione al ciclo economico. Negli ultimi 3 anni il titolo Interpump ha registrato una performance fortemente positiva (+90,3%) e nettamente migliore del +34,8% fatto registrare dall'indice Ftse Mib: dopo un iniziale minimo a novembre 2016 le azioni hanno imboccato un trend crescente, arrivando a guadagnare oltre il 100% ai massimi di gennaio 2018, in seguito si è sviluppata una modesta correzione seguita da una fase laterale durata fino a fine anno. A partire dal 2019 sì è registrato un nuovo spunto rialzista con massimo a fine aprile ma da inizio maggio una decisa correzione ha riportato i corsi sui livelli di inzio anno; buon rialzo nell'ultimo mese.
Comparables
nel raffronto con le principali aziende italiane operanti nel settore della produzione di macchinari industriali Interpump risulta tra le società più care sia sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo Utili) che del Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile); piuttosto contenuto il rendimento da dividendi, sotto all'1% ed il più basso tra le aziende incluse nel campione.
Opportunità
ulteriore crescita attraverso acquisizioni ed espansione nei mercati emergenti
Rischi
rallentamento dell'economia globale ed effetto cambi negativo
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi che passa dall'8,5% del 2019 al 3,5% di lungo periodo; - margini sulle vendite in crescita dal 23,1% del 2019 al 23,5% del 2021 e seguenti; - una redditività operativa (ROI) di lungo periodo del 22,7% Infine si prevedono un tax rate al 27,5% ed un payout in crescita fino al 60%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 25,96 Euro che tende a crescere (ridursi) di 1,6 Euro per ogni punto in più (in meno) dell'Ebitda margin come mostrato nella figura seguente.
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13 analisi dal 15 settembre 2014, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.