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Interpump

Dopo un triennio piuttosto deludente, Interpump sembra quotare in linea con il fair value, la società potrà continuare nella crescita per acquisizioni che l'ha contraddistinta ma deve fare attenzione alla pressione competitiva e sui prezzi.

Profilo societario

Interpump Group è specializzata nella progettazione e vendita di pompe a pistoni per applicazioni ad alta e altissima pressione, nonché di sistemi avanzati di pompaggio. L'azienda produce una vasta gamma di componenti idraulici, inclusi cilindri, prese di forza, pompe a ingranaggi, valvole, tubi e raccordi idraulici, commercializzati con marchi noti come Hydrocar, PZB, Muncie e Penta. Le operazioni di Interpump si suddividono in due principali segmenti: il settore idraulico e quello dedicato ai sistemi di pompaggio per trivellazione a getto d'acqua. Il settore idraulico si focalizza sulla produzione e distribuzione di componenti per veicoli industriali e altre applicazioni. Il settore legato alla trivellazione ad acqua si occupa della realizzazione di pompe ad alta pressione e di soluzioni utilizzate in svariati settori industriali, tra cui quello alimentare, cosmetico e farmaceutico, con marchi come Bertoli, Inoxpa e Mariotti & Pecini. Interpump opera inoltre attraverso Fluid System 80.

Andamento del titolo

nei primi sei mesi del 2026 i ricavi sono aumentati dello 0,9% a 1086,3 milioni di Euro, il margine operativo lordo è stato di 243,1 milioni (-2,6%) ed il risultato operativo è passato da 188 a 178,9 milioni (-4,8%); in crescita infine, grazie ai minori oneri finanziari, il risultato netto di competenza del gruppo a 121,8 milioni di Euro (+3,8%).

Dati finanziari

Nel triennio 2023-2025 Interpump ha registrato una diminuzione dei ricavi (-7,4%) mentre l'Ebitda è sceso del 14%, a seguito di una flessione di 1,7 punti percentuale della marginalità; il risultato operativo è passato da 428,8 a 336,6 milioni (-21,5%) mentre il risultato netto è sceso del 24,4% a 209,7 milioni. La redditività del capitale investito (ROI) è diminuita di 4,7 punti al 14% mentre il ROE è sceso di 5,5 punti al 9,9%. L'indebitamento finanziario netto è diminuito di 195,4 milioni di Euro nel periodo con il rapporto debt to equity passato da 0,27 a 0,14.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni Interpump fanno parte del paniere Ftse Italia Mid Cap e rientrano nel segmento Blue Chips. Interpump mostra una rischiosità superiore alla media del mercato (beta maggiore di 1) indice della presenza in un business (produzione di beni di investimento) sensibile all'andamento del ciclo economico. Negli ultimi 3 anni il titolo Interpump ha registrato una performance negativa (-19,1%) e nettamente inferiore al +83,8% fatto registrare dall'indice Ftse Mib: dopo una fase laterale proseguita per oltre un anno, fino a gennaio 2025, il titolo ha avuto una flessione tra febbraio ed aprile dello stesso anno, seguita da una ripresa, protrattasi fino a gennaio 2026, che ha permesso di toccare i massimi di periodo. Nei successivi due mesi il trend si è invertito con i prezzi tornati in prossimità dei minimi dell'anno precedente; andamento laterale negli ultimi 5 mesi.

Comparables

nel raffronto con le principali aziende italiane operanti nel settore della produzione di macchinari industriali Interpump risulta tra quelle più care sia se si considera il rapporto Price/Earnings (Prezzo Utili) che sulla base del Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile); piuttosto contenuto il rendimento da dividendi, a quota 1% ma inferiore solo a quello di Emak.

Opportunità

- pipeline di M&A ancora attiva: la solidità patrimoniale consente ulteriori acquisizioni, anche di taglia superiore rispetto al passato, per consolidare quote di mercato o entrare in nuove nicchie ad alta marginalità (come Farma, con EBITDA margin del 25%). - espansione in segmenti a maggior valore aggiunto: il settore trasmissioni (Reggiana Riduttori, Transtecno, DZ Trasmissioni, Berma, Draintech) e i motori orbitali/steering (acquisizione White) aprono a mercati adiacenti con margini interessanti e minore ciclicità rispetto ai prodotti storici. - transizione energetica e elettrificazione dei veicoli industriali: potenziale domanda incrementale per componenti idraulici ed elettro-idraulici applicati a macchine movimento terra, agricole e da costruzione più efficienti/elettrificate. - espansione geografica in mercati emergenti: presenza già consolidata in Cina, India e Est Europa (tramite Hydrocontrol, White) che può fungere da piattaforma per crescita organica in aree a maggiore potenziale di industrializzazione.

Rischi

- rallentamento degli investimenti industriali globali: tassi d'interesse, incertezza geopolitica e rallentamento di settori come costruzioni e agricoltura in Europa possono deprimere la domanda di macchinari e componenti oleodinamici. - pressione competitiva e sui prezzi: la compressione dei margini registrata nel 2026 potrebbe riflettere una maggiore concorrenza sui prezzi o costi di input (materie prime, energia, logistica) non completamente trasferibili a valle. - volatilità valutaria: l'esposizione internazionale espone il Gruppo a rischi cambio significativi, come dimostrato dall'impatto negativo di 2,2 punti sui ricavi del primo semestre 2026. - rischio di integrazione da M&A intensivo: un ritmo elevato di acquisizioni (quattro operazioni nella sola oleodinamica nel 2025) aumenta il rischio di execution risk, sovrapposizioni di gamma prodotto e possibile diluizione della qualità del controllo di gestione. - concentrazione settoriale: nonostante la diversificazione Acqua/Olio, il Gruppo resta fortemente legato al ciclo dei beni strumentali industriali, un comparto storicamente più volatile rispetto a beni di consumo o servizi.

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi all'1,5% nel 2026 che sale al 4,5% nel 2027 per stabilizzarsi al 4% a partire dall'anno successivo; - Ebitda margin in crescita fino al 23% di lungo periodo; - una redditività operativa (ROI) di lungo periodo del 17,7% Infine si prevedono un tax rate al 27% ed un payout in crescita fino al 60%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 35,6 Euro che tende a crescere (ridursi) di 2,55 Euro per ogni punto in più (in meno) dell'Ebitda margin come mostrato nella figura seguente.

Tutte le analisi su Interpump

13 analisi dal 15 settembre 2014, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.

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