Apple — analisi del gennaio 2021
Dopo essere più che triplicata nell'ultimo triennio Apple mostra numerosi segnali di sopravalutazione, sia i multipli che l'analisi dei flussi di cassa non riescono a giustificare gli attuali corsi delle azioni.
Profilo societario
Apple progetta, produce e commercializza una vasta gamma di personal computer, dispositivi mobili di comunicazione e media, e lettori portatili di musica digitale, e vende una vasta gamma di software, servizi, periferiche, soluzioni di networking e contenuti digitali e applicazioni di terzi. Si tratta di prodotti e servizi che includono Macintosh (Mac) computer, iPhone, iPad, iPod, Apple TV, Xserve, un portafoglio di applicazioni software consumer e professionali, il Mac OS X e sistemi operativi IOS, contenuti digitali e applicazioni di terzi tramite iTunes negozio, e una gamma di offerte di accessori, assistenza e supporto. L'azienda vende i propri prodotti a livello globale attraverso i suoi punti vendita, negozi online, e della forza vendita diretta e di terze parti, vettori di rete cellulare, grossisti, dettaglianti e rivenditori a valore aggiunto.
Andamento del titolo
nel primo trimestre dell'esercizio 2020-21 i ricavi sono aumentati del 21,4% a 111,4 miliardi di USD, il risultato operativo è passato da 25,6 a 33,5 miliardi (+31,2%) mentre l'utile netto ha raggiunto quota 28,8 miliardi (+29,3%).
Dati finanziari
Nel triennio 2018-2020 (l'esercizio chiude a settembre) Apple ha messo a segno una crescita dei ricavi del 3,4% mentre il margine operativo lordo è sceso del 5,5% in presenza di una diminuzione dei margini di 2,6 punti percentuale. Crescita negativa anche per risultato operativo (-6,5%) mentre risultato netto è diminuito del 3,6% grazie alle minori imposte. La redditività del capitale è aumentata sia a livello di ROE, passato dal 55,6% all'87,8%, che di Roi, salito di oltre 30 punti al 76,3%. Dal punto di vista patrimoniale si registra una diminuzione dell'indebitamento finanziario netto di 26,7 miliardi di USD, nonostante i consistenti acquisti di azioni proprie (oltre 210 miliardi negli ultimi tre esercizi) e l'incremento dei dividendi.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Apple fanno parte degli indici S&P 500 e Nasdaq 100. Apple mostra una rischiosità in linea con la media del mercato (beta prossimo a 1), indice da un lato della dipendenza delle proprie vendite dall'andamento del ciclo economico e dall'altro dalla diversificazione geografica del business. Negli ultimi 3 anni il titolo Apple ha registrato una performance del 237,5%, nettamente superiore al +41,8% realizzato nello stesso periodo dall'indice S&P 500; le azioni hanno raggiunto un primo massimo ad agosto 2018 seguito da una correzione nell'ultimo trimestre dell'anno; nel corso del 2019 è ripreso il trend crescente che, dopo una breve pausa di correzione a maggio, ha permesso di raggiungere nuovi massimi ad inizio 2020. Dopo una breve ma intensa correzione tra febbraio e marzo 2020 è ripreso con forza il trend rialzista con quotazioni più che raddoppiate in meno di 12 mesi.
Comparables
nel raffronto con le principali società operanti nel settore tecnologico Apple risulta tre le più care sia sulla base del rapporto Prezzo/Utile che dell'indicatore Prezzo/Patrimonio netto; il rendimento da dividendi è tra i più generosi tra le aziende considerate ma non è particolarmente elevato in termini assoluti.
Opportunità
- lancio di nuovi prodotti ed ingresso in nuovi segmenti di mercato, specie nell'ambito dei servizi - acquisizioni mirate di realtà minori nel settore al fine di consolidare la leadership tecnologica e completare la propria offerta
Rischi
- forte concorrenza da parte dei produttori Cinesi e Coreani nei segmenti smartphone e wereables - rallentamento dell'economia globale a seguito della pandemia
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi che passa dal 20,5% del 2020-21 fino al 4% di lungo periodo; - margini sulle vendite in calo dal 30% nel 2020-21 al 28,8% nel 2022-23 e seguenti; - un ROI di lungo periodo del 123% Infine si prevedono un tax rate in crescita al 20% ed un payout che passa dal 100% al 95% di lungo periodo. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 98 dollari che tende a crescere (ridursi) di 4 dollari per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.
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9 analisi dal 10 febbraio 2014, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.