Apple — analisi del febbraio 2018
Dopo la recente correzione dei prezzi e alla luce dei dati dell'ultima trimestrale, Apple sembra avere un buon margine di rivalutazione anche se presenta dei multipli più elevati dei comparables.
Profilo societario
Apple progetta, produce e commercializza una vasta gamma di personal computer, dispositivi mobili di comunicazione e media, e lettori portatili di musica digitale, e vende una vasta gamma di software, servizi, periferiche, soluzioni di networking e contenuti digitali e applicazioni di terzi. Si tratta di prodotti e servizi che includono Macintosh (Mac) computer, iPhone, iPad, iPod, Apple TV, Xserve, un portafoglio di applicazioni software consumer e professionali, il Mac OS X e sistemi operativi IOS, contenuti digitali e applicazioni di terzi tramite iTunes negozio, e una gamma di offerte di accessori, assistenza e supporto. L'azienda vende i propri prodotti a livello globale attraverso i suoi punti vendita, negozi online, e della forza vendita diretta e di terze parti, vettori di rete cellulare, grossisti, dettaglianti e rivenditori a valore aggiunto.
Andamento del titolo
nel primo trimestre dell'esercizio 2017-18 i ricavi hanno raggiunto quota 88,3 miliardi (+12,7%), il risultato operativo è salito a 26,3 miliardi (12,5%) mentre l'utile netto ha superato quota 20 miliardi (+12,2% sullo stesso periodo dell'anno precedente).
Dati finanziari
Nel triennio 2015-2017 (l'esercizio chiude a settembre) Apple ha una diminuzione dei ricavi dell'1,9% mentre il margine operativo lordo è sceso del 13,3% in presenza di una diminuzione dei margini di 4,1 punti percentuale. Flessione anche per risultato operativo (-13,9%) e risultato netto (-9,4%). La redditività del capitale si è ridotta sia a livello di ROE, passato dal 44,7% al 36,1%, che di Roi, sceso di 15,1 punti al 35%. La posizione finanziaria netta ha registrato un incremento di 18,6 miliardi di dollari 41,5 miliardi a seguito dei consistenti acquisti di azioni proprie (quasi 98 miliardi negli ultimi tre esercizi).
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Apple fanno parte degli indici S&P 500 e Nasdaq. Apple mostra una rischiosità superiore alla media del mercato (beta maggiore di 1), indice della dipendenza delle proprie vendite dall'andamento del ciclo economico. Negli ultimi 3 anni il titolo Apple ha registrato una performance del 26,3%, inferiore al +31,7% realizzato nello stesso periodo dall'indice S&P 500; le azioni hanno avuto un trend calante fino a maggio 2016 arrivando a perdere quasi il 30%. In seguito è ripreso il trend rialzista che aveva caratterizzato il titolo negli ultimi anni portando i prezzi su nuovi massimi storici; correzione piuttosto marcata nelle ultime due settimane.
Comparables
nel raffronto con le principali società operanti nel settore dell'elettronica di consumo Apple risulta quella più cara sia sulla base del multiplo Prezzo/Patrimonio netto che del rapporto Prezzo/Utile; il rendimento da dividendi risulta nella fascia alta ma non è particolarmente interessante.
Opportunità
- lancio di nuovi prodotti ed ingresso in nuovi segmenti di mercato (come nel caso dei pagamenti elettronici via smartphone) - acquisizioni mirate di realtà minori nel settore (es. Shazam) per consolidare la leadership tecnologica ed integrare la propria offerta
Rischi
- forte concorrenza da parte di Samsung, LG e Huawei nei segmenti smartphone e tablet - rallentamento delle economie dei paesi emergenti che rappresentano i principali sbocchi per la futura crescita dei ricavi della società
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi che passa dal 15% del 2017-18 fino al 3% di lungo periodo; - margini sulle vendite in diminuzione, dal 32% nel 2017-18 al 30,5% nel 2020-21 e seguenti; - un ROI di lungo periodo del 41% Infine si prevedono un tax rate al 21% ed un payout stabile all'85%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 191 dollari che tende a crescere (ridursi) di 7,5 dollari per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.
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9 analisi dal 10 febbraio 2014, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.